Movida e alcol, ancora degrado. Il Comune dà l'ultimatum ai locali: «Bicchieri marchiati o li vietiamo»

Lunedì 23 Maggio 2022 di Tomaso Borzomì
Bicchieri e bottiglie agli Ormesini
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VENEZIA - Suona come un ultimatum davanti all’ennesimo sfregio e spregio al decoro e alle regole anti movida selvaggia: un murale che resiste dal 6 marzo e, sul parapetto di un muretto agli Ormesini, una fila di bicchieri di plastica e bottiglie in vetro a ricordo di una notte di bevute nei locali della zona. Abbastanza per fa scattare la segnalazione dei residenti su Facebook (nella fattispecie Alberto Alberti, dell’associazione Masegni & Nizioleti) e la reazione del Comune che, con l’assessore al commercio Sebastiano Costalonga, annuncia - appunto - un ultimatum e possibili nuove restrizioni. 


L’ASSESSORE
«La norma c’è - spiega Costalonga - i bicchieri forniti per le consumazioni devono essere marchiati con il logo dei locali e riconducibili alle attività. La pena è la multa». Fino ad ora c’è stata però tolleranza: «Con la pandemia le categorie ci avevano chiesto di pazientare e visto il periodo così è stato. Ma la norma è attiva, quindi la polizia locale può far la multa a chi non usa il bicchiere con il marchio». 
Costalonga continua ammonendo: «Ora però se le cose non rientrano, saremo costretti a stringere ancora di più le regole. Il gestore del locale ha il compito di mantenere pulite le immediate vicinanze del locale, è lui il responsabile. E comunque, basta poco, perché è una questione di educazione, basta che un dipendente ogni tanto esca, vada a raccogliere i bicchieri rimasti e li tolga».
Un comportamento simile a quello di chi ha un plateatico, quindi. «Stiamo facendo di tutto, ma serve la collaborazione degli esercenti, se no toccherà pensare di vietare i bicchieri di plastica», è l’aut-aut dell’assessore. Soluzione che potrebbe anche porre rimedio ai tour alcolici: «Così, quando le persone arrivano alla stazione con la bottiglia in mano e i bicchieri di plastica, si possono multare e se sono ubriachi già all’arrivo, li si rispedisce indietro con il daspo», conclude Costalonga. 


IL NODO CONTROLLI
Resta però scoperto il nervo riguardante i controlli, visto che spesso le pattuglie non sono sufficienti. Sulla questione interviene lo stesso Alberti: «La situazione è insostenibile, io per lavoro esco e passo di là alle 6.30 del mattino, vedo gli operatori di Veritas con le mani nei capelli. Ma mi piacerebbe che questi vandalismi grafici venissero rimossi con rapidità, è la teoria delle finestre rotte». 
«Sporcizia chiama sporcizia - prosegue Alberti - se si lascia un vandalismo lì, invita all’emulazione, innescando una situazione di lassismo generale. E sì che è penale. Sarebbe bello che il Comune intervenisse rapidamente per ripulire lì dove si sporca». Alberti conclude lanciando un appello: «Denunciare. Più chi vede qualcosa denuncia, meno questo può accadere, le leggi ci sono e in città valgono sempre, per la chiesa del redentore come per il muretto degli Ormesini». Anche perché, secondo l’esponente dell’associazione, per eliminare il vandalismo della Misericordia i costi vivi di materiali ammonterebbero a una trentina d’euro e circa quattro ore di prestazione professionale. 
 

Ultimo aggiornamento: 17:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA