Venezia 79, boom di biglietti venduti: +6% rispetto al 2019. Il direttore Barbera: «Sono soddisfatto, palmares innovativo»

Domenica 11 Settembre 2022
Venezia 79, boom di biglietti venduti: +6% rispetto al 2019. «Ottimo bilancio e palmares innovativo»

VENEZIA - Bilancio positivo per la 79/a Mostra di Venezia, con dati in crescita rispetto al 2019. I numeri, letti dal presidente della Biennale Roberto Cicutto, testimoniano una grande ripresa di affluenza. I biglietti venduti al pubblico sono stati 60.477 (erano 56.836 nel 2019, +6%) gli accrediti 12mila (800 in meno del 2019 ma bisogna considerare Russia e Asia per ragioni diverse assenti), di cui giornalisti 2.195 (stampa italiana 1.328 ed estera 867).

Le presenze in sala degli accreditati hanno rappresentato l'11% in più rispetto al 2019. I posti nelle sale sono aumentati: 6.347 (erano 6.048 nel 2019). Le prenotazioni della sezione Venice Immersive all'isola del Lazzaretto Vecchio sono state + 11% sul 2019 ossia 6.537 (erano 4.925 nel 2019, +11%) e 12mila presenze sono state registrate dalla Sala Web su Biennale Cinema Channel in collaborazione con MYmovies.

Dati meno positivi, nei commenti della stampa, e un sistema da migliorare riguardano invece le prenotazioni degli accreditati su Vivaticket. La metodologia rimarrà la stessa ma, hanno assicurato, con i correttivi richiesti a vox populi. L'80/a edizione nel 2023 si aprirà il 30 settembre. Cicutto ha dato i numeri anche di Biennale Arte, la cui esposizione si chiuderà il 27 novembre: al 5 settembre 368.910 i biglietti venduti (erano 322.600 nel 2019, + 15,00%).

Il bilancio del direttore Barbera

La 79esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si è conclusa «con un palmarès che definisco innovativo più che coraggioso. Anche il cinema di oggi ha conquistato una sua fluidità, per usare un termine di cui si è abusato in questi giorni del festival per i temi legati a diversi film. Una fluidità che sta rendendo desuete certe distinzioni tra generi». Lo ha detto il direttore Alberto Barbera, questa mattina, nella consueta conferenza stampa finale al Lido insieme al presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto. «Venezia è la vetrina del cinema di oggi con le sue trasformazioni, ha aggiunto il direttore artistico da dieci anni alla guida del festival. «Sono soddisfatto anche per il segnale molto forte che è stato dato sulla presenza
femminile, che è stata predominante quest'anno».

A proposito della scelta della giuria presieduta da Julianne Moore di premiare "All the beauty and the bloodshed" di Laura Poitras (Stati Uniti), unico documentario in concorso, con il Leone d'Oro, Barbera ha osservato: «È il secondo documentario che vince a Venezia ma forse, prorio in ragione di quella fluidità tra i generi, non è corretto definirlo semplicemente un documentario perché ha la stessa forma di un film di finzione narrativa».

Barbera si è detto «contento» anche per i risultati dei film italiani, con il Leone d'Argento per la migliore regia conferito a Luca Guadagnino per il film "Bones and all", con Taylor Russell, coprotagonista al fianco del divo Timothée Chalamet, che ha ottenuto il Premio Marcello Mastroianni dedicato a un giovane attore emergente.

«Per anni i film di Luca Guadagnino sono stati accolti con una certa diffidenza - ha osservato il direttore dl festival veneziano - Finalmente è attivato un riconosciuto da una giuria internazionale. Luca è un regista italiano che ha realizzato un film americano capace di creare metafore narrative suggestive che raggiungerà sicuramente un grande pubblico».

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Ultimo aggiornamento: 13:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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