"Mose" in vetro, parte il cantiere davanti alla Basilica di San Marco

Domenica 22 Agosto 2021 di Costanza Francesconi
"Mose" in vetro, parte il cantiere davanti alla Basilica di San Marco

VENEZIA Domani per la Basilica di San Marco sarà una data memorabile. Arriva il giorno che segna l'inizio dei lavori di messa in sicurezza del nartece dai danni altrimenti inarrestabili dell'alta marea. Un evento che per gli stessi veneziani equivale alla posa della prima pietra e che si prospetta, almeno sulla carta, di poter arginare entro Natale di quest'anno il problema dell'acqua alta, che troppo insiste su superfici marmoree e tessere mosaiche. Meraviglie miracolosamente sopravvissute al passare dei secoli e ora minacciate dal cambiamento climatico.


IL VERTICE

A questo proposito, venerdì si è svolto l'ultimo incontro formale tra la Procuratoria e i futuri addetti ai lavori, «presente anche l'ingegner Riva, che ben conosce la realtà veneziana precisa Carlo Alberto Tesserin, primo procuratore di San Marco e che ha valutato fisicamente lo spazio di allestimento del cantiere. Per scaramanzia andiamo con i piedi di piombo fino al 23 (domani, ndr), quando firma e passaggio di consegne segneranno l'avvio ufficiale del progetto che impermeabilizzerà la basilica di San Marco, almeno fino a quando non entrerà regolarmente in funzione il Mose e la piazza non verrà integralmente rialzata».


IL PROGETTO

Del piano di tutela e salvaguardia del luogo tanto prezioso quanto fragile si discute infatti da anni, periodo nel quale le procuratorie susseguitesi si sono spese per evidenziare la gravità dello stato in cui si trovava e si trova il patrimonio artistico che è custodito nella basilica. Al suo interno infatti, pochi centimetri in più segnalati dal Centro Maree fanno una differenza incalcolabile in termini di danni. Finalmente il punto di svolta. «Un progetto che prevede nella migliore delle ipotesi, cioè in tre mesi di impegno e ritmo serrato di squadre di operai, di garantire l'ambiente asciutto dentro la basilica, e mantenere all'esterno il salso dell'acqua lagunare che superi gli 88 centimetri sopra il livello del mare e che di norma sfonda ingressi e interstizi dell'edificio spiega il procuratore Tesserin A proteggerlo saranno delle barriere in cristallo installate su paratoie in acciaio a loro volta innestate su delle cerniere in calcestruzzo che correranno intorno alla basilica, e su cui da lunedì si comincia ufficialmente a mettere le mani. Il cantiere verrò installato a ridosso del Patriarcato, presumibilmente nello spazio ricavabile tra la Porta dei Fiori accesso alla basilica collocato sul suo lato Nord e la Piazzetta dei Leoncini. Ovviamente, senza interferire con la vita di piazza, verrà lasciando lo spazio necessario alle attività che normalmente lì si svolgono assicura il procuratore Tesserin -, come l'ingresso libero da ostacoli, così come libera la calle de la Canonica, stretta e di gran passaggio fino all'omonimo ponte».
All'appuntamento di domani, fissato di prima mattina, «tutti questi dettagli verranno definiti meglio. Io senz'altro presenzierò in rappresentanza della Procuratoria, e con me ci sarà anche l'architetto Piana, che è progettista della soluzione promossa insieme all'ingegner Daniele Rinaldo. Ci sarà poi l'impresa che materialmente monterà il cantiere e chi avrà piacere di seguire da vicino la cosa. Quanto è certo è che spingeremo perché il tutto si concluda nel miglior modo e nel minor tempo possibile», prosegue Tesserin.


CORSA CONTRO IL TEMPO

I mesi di ottobre e novembre sono notoriamente i più sensibili per la basilica, connotati da frequenti fenomeni di acqua alta. Da questo punto di vista rassicura e rincuora che ciascun segmento di barriera portato a termine, mano a mano che procedono i lavori, sarà a tutti gli effetti funzionante, e quindi utilizzabile. Anche se non efficace nel suo complesso poiché ancora in corso di realizzazione, la struttura amovibile potrà essere così messa alla prova, proteggendo anche se parzialmente quanto circonda e preservandone la delicatezza dall'infrangersi delle onde. «La priorità è salvare San Marco, nella speranza che le autorità competenti in materia, che ben conoscono lo stato attuale delle cose, si facciano avanti con un sostegno concreto all'opera ricorda il primo procuratore Il nostro sogno rimane quello di smontare il cantiere in tempo per sostituirlo con un albero di Natale».
 

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