Mose, un salasso: la gestione costa cento milioni di euro l'anno

Giovedì 16 Maggio 2019 di Roberta Brunetti
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VENEZIA - Cento milioni all'anno. Tanto, si dice, costerà la gestione del sistema Mose, una volta entrato a regime. In realtà si tratta solo di stime e nel totale confluiscono le voci più varie: dagli oltre 12 milioni da spendere per la salvaguardia della laguna, con i suoi canali, briccole e barene; alla bolletta elettrica da 8 milioni che servirà per alzare le paratoie; ai 13 milioni per pagare gli stipendi del personale che già oggi lavora al sistema...
 
Un totale che circola da tempo, senza tanti distinguo, e che è stato al centro anche dello scontro della settimana scorsa tra il ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, da un lato, il governatore del Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, dall'altro. Con il primo che aveva ipotizzato di istituire una tassa di scopo per finanziare la gestione del Mose. E i secondi che sono insorti, ribadendo come i costi della grande e controversa opera debbano restare in capo allo Stato. Ritirata in meno di 24 ore l'ipotesi di tassa, ancora in attesa che il Governo formuli la sua soluzione per il futuro, vale la pena di entrare nei dettagli di quei 100 milioni per il Mose, che non sono affatto così certi.
SOLTANTO STIME
Il primo punto fermo è che siamo di fronte solo a stime. Calcoli che periodicamente il Provveditorato alle opere pubbliche del Triveneto aggiorna, sulla base degli attuali costi della struttura che governa il Mose. Approssimazioni che fino a quando non si entrerà nel pieno della fase di avviamento, potrebbero variare, anche in modo significativo.
Il costo ipotizzato per il personale necessario alla sola gestione del Mose, ad esempio, nel giro di un anno, è stato ridimensionato, su un totale di 80 milioni, dal 20% al 15%.
Quanto al totale generale, la cifra stimata dal Provveditorato resta quella di 95 milioni, suddivisi però tra i finanziamenti per il sistema Mose, 80 milioni, e quelli per l'ambiente lagunare, 15 milioni. Le due voci, a sua volta, vengono scomposte tra costi legati al personale, servizi e lavori di terzi, utenze, tassazioni, rinnovo licenze, materiali di consumo, affitti e costi di struttura, noleggi di mezzi.
MANUTENZIONE E GARE
La voce più consistente è quella dei servizi, di fatto la manutenzione vera e proprio. Nel caso del sistema Mose pesa per il 50% del totale di 80 milioni: 40 milioni. Una cifra approssimativa che dipenderà molto da come andranno le gare per la manutenzione. La prima, da 18 milioni per tre anni, per le paratoie della schiera di Treporti, dovrà essere rifatta dopo che la commissione ha escluso i tre raggruppamenti in corsa: Cimolai, Brodosplit e Fincantieri. Anche le stime potrebbero variare.
LAGUNA
Una dozzina, invece, i milioni calcolati per la manutenzione della laguna. Qui la percentuale sale all'81% del totale di 15 milioni. Il resto lo fanno gli 800mila euro di personale (il 5%) e i 2,2 milioni di utenze e altro (il 14%). Siamo di fronte a un ambiente particolarissimo e fragile, dove sono necessari interventi ad hoc. Basti pensare alla costosa manutenzione delle briccole, vitale per la navigazione lagunare.
PROFESSIONALITÀ
Tornando al sistema Mose, una fetta significativa ne va in personale: 12 milioni, il 15% del totale. In questo caso si tratta di pagare gli stipendi di chi farà funzionare il sistema e già oggi è impiegato tra Consorzio Venezia Nuova, Thetis e lo stesso Provveditorato. Professionalità varie che comunque rischiano un ridimensionamento.
BOLLETTE
L'ultimo capitolo è quello delle utenze e delle uscite varie: dal carburante alle assicurazioni. Con un'opera come il Mose tutto si ingigantisce. Per realizzare una nuova cabina elettrica alle bocche di porto, l'anno scorso, l'Enel ha chiesto 6 milioni. E per la futura bolletta elettrica si stima un costo di 8 milioni l'anno.
Roberta Brunetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 10:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA