Gli stipendi di settembre non sono arrivati: due ore di sciopero per i lavoratori di ​CVN, Tethis e Comar

Venerdì 15 Ottobre 2021 di Raffaella Vittadello
Gli stipendi di settembre non sono arrivati: due ore di sciopero per i lavoratori di CVN, Tethis e Comar
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VENEZIA - Due ore di sciopero e presidio, dalle 10 alle 12, davanti alla sede del Consorzio Venezia Nuova, indetti per martedì prossimo, dai lavoratori di CVN, Tethis e Comar. 
E questa volta lo sciopero ci sarà davvero, dopo numerose proclamazioni che alla fine erano state sempre ritirate all'ultimo momento: l'agitazione è stata proclamata ieri pomeriggio dalle organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil di Venezia, insieme alle categorie coinvolte e alle Rsu delle aziende. «L'incontro al Provveditorato alle Opere Pubbliche spiegano i tre segretari provinciali Ugo Agiollo, Paolo Bizzotto e Igor Bonatesta pur avendo verificato qualche miglioramento non ha risolto completamente i problemi delle tre aziende. Registriamo l'ennesimo ritardo nei pagamenti degli stipendi dei lavoratori Comar e le solite incertezze relative alla ripresa dei lavori. Facciamo tra l'altro un appello al tribunale perchè decida in tempi rapidi sulle istanze presentate per aiutare il ritorno alla regolare attività. Per questo abbiamo proclamato lo sciopero, delusi da promesse non mantenute e soprattutto dal non avere nessuna certezza sul futuro del Mose».


LA VICENDA

Il tribunale, nonostante le richieste in prima persona del Commissario del Mose Elisabetta Spitz e del capo dipartimento del Ministero delle Infrastrutture Ilaria Bramezza, non ha ancora sciolto le riserve sullo stipendio della trentina di lavoratori di Comar di luglio e di una parte di agosto, che sono inseriti nella procedura fallimentare. Lo stipendio di agosto per le tre società insieme, invece, dopo le promesse, era arrivato, sia pure con qualche giorno di ritardo. Ma quello di settembre in banca non c'è ancora, nonostante le buone intenzioni. 
Di qui le rimostranze dei rappresentanti dei lavoratori, che denunciano una situazione in cui si naviga a vista.Perchè sugli stipendi futuri di problemi - era stato assicurato - non ce ne sarebbero stati e questo era il motivo per cui nei giorni scorsi i lavoratori delle tre aziende si erano presentati puntuali in servizio, in preallerta, per il sollevamento in caso di acqua alta in programma per martedì scorso con una previsione di 115 centimetri. Un nuovo test di funzionamento del Mose è previsto, in tutte le bocche di porto, per venerdì prossimo. 
Ma il malumore è palpabile, anche perché in gioco c'è la credibilità di tutti i soggetti che partecipano al tavolo permanente. L'unico argomento confermato è il ritiro della cassa integrazione e degli ammortizzatori sociali per il mese di ottobre.

L'AGENZIA

Tra i punti di discussione ieri, c'era anche il nodo da sciogliere sull'agenzia della laguna, in ballo da agosto dello scorso anno e che non ha ancora visto la luce. Invece anche su questo argomento le risposte non ci sono state e la promessa è l'aggiornamento alla prossima seduta del tavolo tecnico, al 4 di novembre, anniversario dei 55 anni dall'acqua alta. In attesa anche della firma della maxi transazione con le aziende per i crediti del consorzio.

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