Mose di Venezia, riprendono i lavori per finirlo: via libera del tribunale al piano di risanamento del Consorzio Venezia Nuova

Il completamento della grande opera in laguna per fermare l'acqua alta è previso a partire da 18 mesi dal marzo 2022

Lunedì 14 Marzo 2022
Il Mose
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VENEZIA  - Il Tribunale di Venezia ha dato oggi, lunedì 14 marzo, il proprio via libera al piano di risanamento del Consorzio Venezia Nuova, ponendo quindi le basi per la ripresa dei lavori di completamento del Mose, e la tutela delle aziende creditrici.

Il piano è stato presentato dal commissario del Cvn, Massimo Miani, insieme al legale del Consorzio, Stefano Ambrosini. Il tribunale veneziano ha preso inoltre atto della contestuale rinuncia al concordato da parte del commissario, dato che la procedura è nei fatti superata dal nuovo progetto di risanamento.

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Mose di Venezia, i lavori possono ripartire

Decadono, contestualmente, anche i commissari giudiziali (Sante Casonato e Raffaele Cappiello), nominati l'estate scorsa dal tribunale. Alla base del piano di risanamento vi sono gli accordi con il Provveditorato alle opere pubbliche (voluti anche dal Ministero delle infrastrutture) e con le imprese, consorziate e non, molte delle quali tutelate in questa vicenda da Alfredo Biagini. Si apre così la strada per scongiurare il rischio liquidazione del Cvn e far ripartire le opere di completamento del sistema idraulico del Mose, entrato in funzione decine di volte tra il 2020 e il 2021 a protezione di Venezia dalle acque alte, ma sempre in modalità sperimentale e di emergenza.
 

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Mose, quando sarà completato?

Grande soddisfazione per l'esito di questo lavoro è stato espresso dal commissario Miani, affiancato nel suo mandato dal commissario al Mose Elisabetta Spitz. Nel 22 gennaio scorso il Mims aveva confermato il cronoprogramma del completamento del Mose a partire da 18 mesi dal marzo 2022.

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Le reazioni

Il ministro Giovannini

«Ora il Consorzio potrà completare il Mose, un'opera esempio di eccellenza per mettere in sicurezza Venezia con il suo enorme e unico patrimonio artistico, culturale e ambientale». Lo afferma il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini. «Si è risolta positivamente - osserva Giovannini - la procedura che ha interessato il Consorzio, concessionario del Mims per la realizzazione degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna, evitandone il fallimento. Ora potranno riprendere i lavori per completare il Mose, esempio di eccellenza non solo per Venezia ma per l'intero sistema Paese, che sarà in grado di mettere definitivamente in sicurezza dal fenomeno dell'acque alta la città con il suo grande e unico patrimonio artistico, culturale e ambientale». La definizione del piano è stata possibile dopo l'accordo transattivo del 1 febbraio scorso tra il Provveditorato alle Opere Pubbliche del Triveneto - organo del Mims - e il Consorzio, che aveva ottenuto il via libera dalla Corte dei Conti il 21 febbraio. Si delinea dunque - rileva il ministero - il programma di completamento di tutte le opere finanziate in laguna attraverso un rinnovato cronoprogramma dei lavori di ultimazione delle barriere e delle conche, la loro messa in esercizio, nonché degli interventi paesaggistici e ambientali previsti nel Piano Europa, con la salvaguardia del sistema di imprese del Cvn e dei posti di lavoro.

Il commissarion straordinario Spitz

«Con la decisione assunta oggi, giunta a seguito dell'accordo transattivo del primo febbraio tra il Provveditorato alle Opere Pubbliche del Triveneto e il Consorzio Venezia Nuova e del via libera da parte della Corte dei Conti dello scorso 21 febbraio, ha inizio una nuova fase per la storia del Mose e per la laguna di Venezia». Lo dichiara Elisabetta Spitz, Commissario straordinario per il Mose. Si tratta di un successo, osserva Spitz, frutto della costante collaborazione dei soggetti istituzionali, tra cui il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia e il Consorzio Venezia Nuova, «che, passo dopo passo, ha portato alla positiva risoluzione di un progetto che, oltre a rappresentare un'eccellenza ingegneristica per il nostro Paese, è chiamato a ricoprire un ruolo fondamentale per la protezione e tutela della laguna di Venezia. Ora - aggiunge Spitz - è il momento di guardare avanti, di non perdere di vista gli obiettivi e di procedere, con determinazione e tempestività, al completamento del Mose». Il commissario ricorda infine che il Mose «ha già difeso Venezia dalle acque alte negli ultimi due anni e i test di sollevamento hanno consentito di migliorare costantemente la sua performance, garantendo il sollevamento delle paratoie in soli 30 minuti. Con l'immediata ripresa dei cantieri, il Mose garantirà definitivamente la salvaguardia della città e della sua laguna».

Ultimo aggiornamento: 17 Aprile, 17:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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