Processo Mose, Orsoni "salvato" dalla prescrizione

Venerdì 12 Luglio 2019
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VENEZIA La Corte d'appello di Venezia ha deciso sul processo Mose accogliendo, di fatto, le richieste della Procura generale: l'ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, e l'ex presidente del Magistrato alle acque, Maria Giovanna Piva, non hanno vista riconosciuta l'assoluzione piena. Per loro rimane l'assoluzione per una parte dei capi d'accusa e reato prescritto per gli altri, come era avvenuto in primo grado.

Il collegio ha dichiarato il non doversi procedere per l'ex ministro Altero Matteoli ritenendo «il reato estinto per morte dell'imputato» e revocando «le corrispondenti situazioni civili». Per l'imprenditore Erasmo Cinque viene confermata la condanna a quattro anni per corruzione ma gli viene ridotta la confisca di beni a 9 milioni di euro. Infine per l'imprenditore Nicola Falconi scatta il non doversi procedere per prescrizione del reato mentre per l'ex presidente di Adria infrastrutture, Corrado Crialese, la pena è stata rideterminata in un anno e otto mesi. A tutti gli imputati vengono accollate le spese processuali mentre Cinque, Falconi e Crialese hanno visto una diminuzione di quanto dovuto, a vario titolo, alle parti civili.

Ultimo aggiornamento: 21:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA