Dal personale alle bollette, il Mose costa 300mila euro ad ogni "alzata" di barriere

Giovedì 8 Ottobre 2020 di Roberta Brunetti
La movimentazione di sabato scorso delle paratoie del Mose avvenuta in condizioni meteo avverse e che ha dimostrato l efficacia del sistema
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VENEZIA - Tra squadre di uomini in campo e “bollette” da pagare, il costo di una movimentazione del sistema Mose si aggira sui 300 mila euro. Tanto è costato il test di sabato, quando per la prima volta le 78 paratoie hanno “salvato” Venezia da un’acqua alta importante. E poco meno costerà quella di domani, quando il sistema tornerà ad essere azionato, anche in assenza di un evento di marea, ma per raccogliere dati ed esperienze utili a mettere a punto il sistema.
Un elemento da tenere conto - anche questo del costo dei sollevamenti - in questa fase in cui la città sta prendendo coscienza che la macchina funziona e chi deve decidere sta cercando di capire quando e come usarla. Per il momento la quota di marea in vista della quale sarà azionato il Mose resta 130 centimetri. Una scelta, però, che potrebbe cambiare. C’è già chi spinge per arrivare alla quota di salvaguardia prevista dal progetto di 110 centimetri. Di contro, ci sono le preoccupazioni del mondo del Porto che hanno toccato con mano, sabato, quando una chiusura incida (pesantemente) sull’attività dello scalo.
LA LISTA DELLE SPESE Che sollevare le barriere costi parecchio, lo si è sempre saputo. Le prime prove dell’anno scorso, quando ad essere alzata era una sola schiera alla volta, si era detto fossero costate dai 30 ai 70 mila euro l’una. E la cifra ipotizzata a suo tempo per la chiusura completa del sistema, variava tra i 120 e 130mila euro. In realtà conti a consuntivo ancora non ce ne sono. E le stime prodotte di recente dal Consorzio Venezia Nuova sono di molto superiori: come “costi a singola movimentazione per barriera ed Arsenale” vengono calcolati 248mila euro per 2 ore di chiusura, che salgono a 323mila per 12 ore, scendono a 177mila se la prova viene interrotta. Facile immaginare che anche su questi conti ci sarà un confronto tra Provveditorato alle Opere pubbliche e concessionario. Comunque sono tante le voci che rientrano nel conto: dal personale impegnato, al costo dell’energia elettrica necessaria a movimentare l’opera. E la somma è alta.
Solo gli operativi, anche quando le movimentazioni diventeranno di routine, non saranno mai meno di 70 - 80. Il cervello del sistema restano quei 30-40 tecnici, per lo più ingegneri, che azionano le paratoie dalle control room alle bocche di porto e ne verificano il funzionamento nei tunnel sott’acqua. Ma poi ci sono altre decine di persone che si devono occupare della sicurezza, che presidiano le aree delle bocche di porto, a terra e via acqua. Ci sono gli addetti dislocati all’Arsenale... Personale per lo più interno, ma anche esterno. Come le squadre di sommozzatori che devono essere a disposizione, per ogni evenienza, una per ogni bocca di porto. Un servizio che ha un costo. In generale più il test è lungo più i costi si alzano, considerando anche straordinari, festivi, turni notturni... Chiaro che il conto fa presto a salire.
IL TEST DI DOMANI Intanto domani le paratoie torneranno ad alzarsi. Per le operazioni è stata concordata con la Capitaneria di Porto una finestra che va delle 10.30 e le 15.30. Inizialmente, visto il test di sabato con l’acqua alta, si era pensato di far coincidere la nuova prova con un’altra marea critica. Ma in mancanza di eventi prossimi, la scelta è stata quella di mantenere la prova del 9 ottobre. Test importante per mettere a punto la macchina, raccogliendo nuovi dati da studiare. Non avendo una marea da fermare, non è detto che i sollevamenti saranno contemporanei come sabato. Anzi, la bocca di porto di Malamocco potrebbe essere liberata più rapidamente per non intralciare troppo le attività portuali. I dati raccolti in queste prove serviranno anche a studiare gli effetti dei sollevamenti sulla laguna, nonché sui successivi eventi di marea. La strada verso un pieno controllo del Mose e del suo utilizzo è ancora lunga.

 

Ultimo aggiornamento: 08:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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