Mose, arrivano 25 milioni: l'accordo con le imprese per i pagamenti

Lunedì 29 Novembre 2021 di Lorenzo Mayer
Lavoratori del Cvn
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VENEZIA - ll Mose salva Venezia e anche se stesso. Si può sintetizzare così una giornata vissuta su due fronti: da un lato, anche la notte scorsa si sono sollevate, con la marea a quota 115 centimetri sul medio mare, le paratoie che hanno mantenuto Venezia all'asciutto. Dall'altro, in queste ore è stato definito un accordo tra il Consorzio Venezia Nuova e le imprese che, nonostante avessero fatto i lavori, non erano state saldate.

L'ACCORDO

L'intesa è di vitale importanza perché garantirà che il sistema possa continuare a funzionare e anche la realizzazione delle opere complementari al Mose, fondamentali, per esempio, per mettere in sicurezza l'insula Marciana. A spiegare i contenuti dell'accordo, subito dopo averlo sottoscritto in formato digitale, è stato Devis Rizzo, titolare dell'impresa Kostruttiva, tra le società maggiormente esposte. Una svolta che premia anche l'operato e la paziente capacità di tessitura del commissario liquidatore del Consorzio Venezia Nuova, Massimo Miani. Ognuno dei firmatari ha dovuto, e saputo, rinunciare a qualcosa e così si è arrivati alla quadratura del cerchio.

L'ULTIMA OCCASIONE

«O così o saltava il banco spiega Rizzo l'accordo è sicuramente migliorabile, ma di vitale importanza per tutti, altrimenti rischiava di andare tutto all'aria». Ecco alcuni dettagli. «Noi vantiamo un credito di 8 milioni di euro nei confronti del Consorzio Venezia Nuova e a reclamare crediti sono una quindicina di imprese consorziate, più altre non consorziate. Per le consorziate l'ammontare dei crediti è di circa 25 milioni. In base all'accordo questi importi ci verranno saldati per intero».

I PAGAMENTI

Tre le tranche per i versamenti: la prima, per un importo pari al 30 per cento, a 30 giorni dalla pubblicazione ufficiale dell'accordo e dunque presumibilmente tra fine dicembre inizi di gennaio. Il secondo versamento, per il 20 per cento, ad aprile, il terzo e ultimo pagamento del restante 50 per cento entro novembre 2022. Inoltre le imprese mantengono il diritto alle future committenze per un totale di altri 280 milioni. Su questo importo le imprese, si sono impegnate a incassare meno riconoscendo un ribasso, in pratica uno sconto del 25 per cento. Così però le imprese potranno continuare a lavorare Con quanto risparmiato il Consorzio Venezia Nuova potrà rimettersi in bonis anche perché, a latere di questo patto, verrà sottoscritto un impegno del Provveditorato alle Opere pubbliche a rinunciare a un volume di cause, contenziosi e conti aperti con il Consorzio per circa altri 100 milioni di euro. Tutto questo andrà a sostituire il concordato preventivo che pende sulle sorti del Consorzio Venezia Nuova.

I LAVORI A SAN MARCO

In questo quadro, va detto, non rientra il cantiere per la realizzazione delle barriere provvisorie rimovibili che dovrebbero, al più presto, salvare la Basilica di San Marco dall'acqua alta, anche quando il Mose non entra in funzione. La chiesa, infatti, va sott'acqua anche con una quota di marea sul medio marea di 85 centimetri sul medio mare. Il cantiere è partito ma si è subito fermato perché non sono arrivati i primi soldi previsti dal contratto. «Questo ritardo conclude Rizzo non riguarda però il Consorzio Venezia Nuova ma il Provveditorato, per ragioni che non conosco. Avanziamo circa 650mila euro che per questo cantiere sono fondamentali per poter andare avanti. Non sono arrivati e quindi i lavori si sono fermati». Riprendere velocemente a lavorare? «Se pagano, certamente sì», è la risposta secca di Rizzo con un subbio che pesa come un macigno.
Intanto, però, marea sostenuta è prevista anche nei prossimi giorni con le barriere gialle che potrebbero dover tornare, ancora una volta, in azione.
 

Ultimo aggiornamento: 17:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA