Il Patriarca Moraglia: «Don D'Antiga ha rifiutato un incontro», ma scatta la protesta

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 Francesco Moraglia
VENEZIA «Ho incontrato don Massimiliano domenica pomeriggio, in presenza degli altri sacerdoti dell'area marciana, affidandogli l'esercizio del ministero nella Cattedrale (spostandolo da San Zulian, ndr). Nello stessa occasione l'ho invitato espressamente ad un nuovo incontro  lunedì. Don D'Antiga, che in un primo tempo aveva accettato, ha in seguito declinato l'invito. Gli ho perciò esplicitamente richiesto, a breve, un nuovo incontro».

Il giorno dopo la durissima presa di posizione pubblica di don Massimiliano D'Antiga contro il Patriarca, monsignor Francesco Moraglia dice la sua spiegando le ragioni del trasferimento del sacerdote, rimosso da amministratore parrocchiale di San Salvador dov'era giunto cinque anni fa e da rettore di San Zulian dove l'aveva mandato ancora il cardinale Marco Cé nel 2000. E sottolineando che più volte ha cercato con lui il dialogo e lo farà ancora, nonostante gli abbia sbattuto la porta in faccia: «Io, a San Marco a fare il chierichetto dei canonici non ci vado», ha dichiarato ieri al Gazzettino annunciando l'intenzione di lasciare il sacerdozio: «Sabato mi ritiro dal ministero ed esco di scena».

Moraglia, che non ha preso bene le durissime parole che D'Antiga gli ha rivolto a mezzo stampa «governa la diocesi da monarca assoluto» ieri mattina ha convocato d'urgenza in palazzo patriarcale un gruppetto di fedeli vicini al sacerdote, i quali gli si sono presentati con una sorta di marcia della protesta con tanto di cartelli. Nel colloquio durato un'ora e mezzo, presenti i vicari episcopali monsignor Daniele Memo e don Fabrizio Favaro, il parroco designato dell'area marciana don Roberto Donadoni, il segretario personale don Morris Pasian e l'addetto alla segreteria Emanuele Bonisoli, il Patriarca ha ribadito quel che già aveva messo nero su bianco comunicando le nomine domenica scorsa. E cioè che «le decisioni assunte riguardo l'area marciana sono inserite in un contesto complessivo di riorganizzazione della vita pastorale del Patriarcato (quasi 400mila persone, 125 parrocchie, tre in meno dopo il passaggio di Castello e Brussa, nella zona di Caorle, alla diocesi di Concordia-Pordenone, e la chiusura delle parrocchie di Santa Lucia di Venezia e della Salute di Mestre trasformate in santuari, ndr) e di una contestuale redistribuzione delle presenze dei sacerdoti sul territorio diocesano, anche in considerazione dell'età e delle condizioni di salute di molti di loro»; e che le decisioni stesse «arrivano a seguito di un cammino di discernimento comunitario durato almeno tre anni che ha visto via via compiersi le visite feriali del Patriarca alle parrocchie e l'inizio della Visita pastorale all'intera diocesi che nei prossimi mesi toccherà proprio il centro storico di Venezia; in tale discernimento sono sempre stati coinvolti anche gli organismi e consigli diocesani oltre che il consiglio dei vicari episcopali».
IL NUOVO INCARICO
Moraglia specifica quale sarebbe il ruolo del sacerdote che si è lamentato di essere stato assegnato a un incaricato non precisato: «A don Massimiliano è stato affidato l'esercizio del ministero nella basilica cattedrale di San Marco mettendosi così a disposizione a tempo pieno per la celebrazione del sacramento della penitenza e dell'eucarestia secondo le indicazioni dell'arcidiacono e dell'arciprete (i neo nominati monsignor Angelo Pagan e monsignor Orlando Barbaro, ndr)». Con una stoccata: «L'eucarestia e il sacramento della riconciliazione sono i momenti fondamentali e più alti nella vita di un sacerdote che sempre viene ordinato a servizio dell'intera Chiesa diocesana e mai per uno specifico ufficio o per una singola comunità». Moraglia spiega, inoltre, che a don D'Antiga è stato prospettato di continuare l'impegno mensile di cura pastorale nei confronti del gruppo dei genitori che hanno perso un figlio «in accordo col parroco dell'area marciana».
L'ULTIMA MESSA
Il sacerdote ha annunciato che domani celebrerà l'ultima Messa alle 11 e poi si ritirerà a vita privata, non specificando dove. L'intervista pubblicata ieri ha fatto discutere in città e in tutta la diocesi. Se il sacerdote lascerà la tonaca sarà il quarto degli ultimi quattro anni dopo don Nicola Petrovich, don Marco Scarpa e don Andrea Favaretto. Peraltro, al di là delle dichiarazioni ufficiali che ieri il Patriarcato ha diffuso, si vocifera di un possibile provvedimento disciplinare nei confronti di don D'Antiga.

PROTESTA - Ed  è mobilitazione dei fedeli e appelli al Papa e alla Cei dopo la decisione del Patriarca. Nei giorni scorsi lo stesso sacerdote aveva espresso il proprio rammarico, ritenendo il trasferimento una sorta di 'declassamentò, anche se di qualche centinaio di metri. In suo aiuto un gruppo di fedeli, in particolare quelli raccolti nel gruppo «Genitori con un figlio in cielo», formato da persone che hanno subito un lutto familiare, che hanno chiesto e ottenuto un colloquio con il Patriarca, avviato una petizione e inviato lettere al Pontefice e al card. Gualtiero Bassetti, presidente dei vescovi italiani. 
 
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Venerdì 14 Dicembre 2018, 05:04






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5 di 11 commenti presenti
2018-12-17 08:35:27
Ministri di Dio? Ma va va va va.....
2018-12-15 08:50:30
D'Antiga in Africa!
2018-12-15 05:57:36
la Chiesa sopravvivera' a cotanta perdita
2018-12-15 00:19:45
I fatti parlano chiaro: il domn in questione rinuncia ad incontrare il vescovo e si concede un'intervista al giorno a dir poco delirante (La Nuova, Il Gazzettino e venerdì pure il Corriere del Veneto). Tutte affermazioni autoreferenziali. Questa non è una bega tra preti, questo è un atto di lucida pazzia. Ora vediamo se fa quello che ha minacciato di fare (scommettiamo che passata la sfuriata colettiva farà marcia indietro?).
2018-12-14 22:15:34
il potere, il principe nero che attenaglia la chiesa in una morsa mortale.