Domenica 24 Marzo 2019, 10:01

Milionari nelle case popolari: sono 12 lavoratori autonomi a reddito zero

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Milionari nelle case popolari: sono  12 lavoratori autonomi a reddito zero

di Elisio Trevisan

Più che furbetti sono maghi, con circa un milione di euro a testa di risparmi ma fantasmi per l'Ater veneziana. Almeno fino a poco tempo fa, perché ora l'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale ha individuato i 12 casi più eclatanti della Città Metropolitana e ha avviato le pratiche per buttarli fuori dalle case popolari che occupano in barba a chi ha veramente bisogno di un tetto sulla testa. Sono lavoratori autonomi ufficialmente a reddito zero, oppure persone che hanno ereditato una fortuna e altre, ancora, che hanno accolto in famiglia un milionario; inoltre nelle case Ater, soprattutto del centro storico, ci sono pure nomi illustri, entrati molti anni fa forse, secondo i vertici Ater, per amicizie altrettanto influenti. Oltre ai 12 appena individuati, l'Azienda territoriale nel solo Comune di Venezia ha più di qualche decina di casi meno gravi ma per i quali è necessario ugualmente intervenire: affittuari con conti correnti attorno ai 100 mila euro «che devono capire come il patrimonio pubblico sia tale per davvero e non invece un bene cui si ha diritto perché la nonna ci viveva dentro e poi anche la mamma» afferma
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5 di 83 commenti presenti
2019-03-25 14:13:53
inutile sta qui a cincischiare, buttateli fuori ma prima fategli pagare l'affitto conteggiato a canone normale e relative pesanti sanzioni
2019-03-26 15:16:09
e perché buttarli fuori? se pagano il dovuto per gli anni passati e se sono disposti a rimanere pagando un canone adeguato io li farei restare
2019-03-25 13:10:17
Anni fa un comune veneto dal sindaco un po' strano ma con sprazzi di genialita' doveva assegnare degli alloggi popolari. I richiedenti dovevano rinnovare la domanda e confermare la validita' della documentazione presentata a suo tempo. Si parla di oltre cento alloggi. Tuttavia il sindaco ricevette alcune segnalazioni di cittadini circa la PALESE incongruenza tra tenore di vita e necessita' di alloggio comunale per alcuni pretendenti. Come spesso accade non c'era margine LEGALE per muoversi, e qui il sindaco ebbe un'idea: Si invento' uno smarrimento documentazione e prorogo' il termine di 3 mesi invitando i richiedenti a ripresentare la documentazione. E qui ebbe il colpo di genio: Avviso' (bluffando) che la veridicita' della documentazione avrebbe potuto essere verificata dalla GdF. Risultato: Di CENTOQUARANTASETTE domande solo DODICI furono rinnovate coi documenti...
2019-03-25 08:49:13
I nomi please...
2019-03-25 08:45:51
Io una cosa non capisco: ma come può una persona sana di mente voler andare ad abitare in una casa popolare, se può permettersi una villetta con giardino? Questo proprio non capisco.