Via Piave, vertice in prefettura: più controlli nelle ore dello spaccio

Sabato 12 Novembre 2022 di Nicola Munaro
Via Piave, vertice in prefettura: più controlli nelle ore dello spaccio

MESTRE - Come fare e come portare più agenti in strada nelle ore calde dello spaccio lo decideranno le riunioni operative delle prossime settimane. Ma le linee guida sono quelle tracciate ieri a Ca' Corner, quando al tavolo del Comitato per la sicurezza pubblica aperto davanti al prefetto Vittorio Zappalorto si sono seduti il sindaco Luigi Brugnaro, il questore Maurizio Masciopinto, i vertici provinciali di carabinieri e Guardia di finanza e il comandante della polizia locale. Unico argomento in agenda: via Piave. Per contrastare una situazione di microcriminalità che aumenta di giorno in giorno e dov'è divenuto naturale assistere a faide tra spacciatori e conseguenti battaglie a coltellate, il Comitato ha deciso di cambiare registro: tre i punti della nuova offensiva messa in campo dalle forze dell'ordine in un rione diventato sinonimo di insicurezza, percepita ma anche reale.


PIÙ PATTUGLIE
Presidio del territorio, questo il primo dei puzzle da far quadrare. L'idea del Cosp è quella di rivedere l'organizzazione dei servizi delle forze dell'ordine, andando a rinforzare i controlli: il passaggio delle pattuglie in macchina - per quanto frequente - non è più considerato un deterrente sufficiente. Il rinforzo dei turni vuol dire schierare agenti di polizia, vigili, carabinieri e finanzieri che perlustrino le strade del rione Piave a piedi in modo da contrastare il micro-spaccio e avere un polso del territorio più da vicino. Turni che verranno rimpolpati anche da personale delle forze dell'ordine in servizio in borghese per confondersi con i residenti e passanti della zona.


DOPO PRANZO E SERA
Due i turni più caldi, quello della sera tardi e della notte e quello del primo pomeriggio, quando a Mestre arrivano acquirenti anche da altre città del Veneto che alimentano il mercato dello spaccio. Saranno in queste due fasce giornaliere che i controlli si intensificheranno e verrà impiegato il numero più alto di agenti e militari dell'Arma e delle fiamme gialle. Ma il resto del giorno non rimarrà sguarnito Il coordinamento richiesto alle forze dell'ordine va in questa direzione, con l'obiettivo di evitare che ci siano zone o orari in cui sono in servizio meno pattuglie: una maggiore ridistribuzione e una divisione più dettagliata delle aree da controllare è quanto dovranno studiare i tavoli operativi in programma a breve.


RIMPATRI
Parlando dal pullman della polizia, dove aveva accolto i residenti del rione, il questore Masciopinto l'aveva chiamato modello Venezia alludendo ai blitz messi a segno dalle forze dell'ordine tra Rialto e campo Santa Margherita che avevano portato all'individuazione di spacciatori clandestini e al loro rimpatrio. Ed è quello che succederà nell'immediato con via Piave. L'idea è di creare una procedura preventiva che coinvolga anche i responsabili dei centri di rimpatrio in modo che quando ci sia l'arresto di un irregolare possa essere portato nel Cie più vicino e da lì imbarcato verso il proprio Paese d'origine, su tutti la Nigeria per cui si sta studiando un protocollo.


LA LETTERA
Tre punti che mostrano la volontà delle forze dell'ordine non solo di ripristinare la legalità nell'area ma anche di rispondere alle richieste da quanti abitano nel rione Piave. Sfibrati da un rosario di accoltellamenti e inseguimenti tra spacciatori in pieno giorno, in mezzo a chi vive la propria normalità, i residenti avevano scritto una lettera agli amministratori della città. Un appello raccolto anche dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi: «Sono tensioni analoghe a una situazione generale che stiamo vivendo nel Paese, ma le gestiremo al meglio».

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Ultimo aggiornamento: 13:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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