Effetto nuovi hotel: autobus stracarichi a ogni ora del giorno

Martedì 25 Giugno 2019 di Alvise Sperandio
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MESTRE - Autobus pieni, a tutte le ore. Nei festivi, quando la pressione dei turisti arriva al massimo perché ai soggiornanti si aggiungono i giornalieri, e nei feriali, quando i gitanti della domenica si riducono ma, in compenso, tornano i pendolari che si spostano per lavoro e per studio. Si annuncia un'estate rovente per la tenuta del sistema di trasporto pubblico cittadino sull'asse Mestre-Venezia, la prima con i nuovi alberghi di via Ca' Marcello. Le linee che vanno e vengono da piazzale Roma, già piene da mesi, con l'arrivo del caldo e delle vacanze si stanno affollando ancora di più: ennesima conferma della crescita costante del numero di visitatori che vengono a vedere  la città più bella del mondo scegliendo di dormire a Mestre perché costa di meno. Una situazione con ogni probabilità destinata a peggiorare quando tutti i nuovi hotel inaugurati cinque giorni fa saranno a regime, portando 
altri duemila posti letto in aggiunta agli altrettanti già a disposizione con il mega ostello al di là della strada. Dove, entrando e chiedendo com'è possibile raggiungere Venezia, ti rispondono: «Può prendere il 43 qui fuori o il 2 davanti alla stazione. Abbiamo la macchinetta che emette il biglietto da timbrare a bordo. Oppure può prendere il treno, ma allora il biglietto lo deve fare in stazione».
LE ZONE CALDESiamo andati a verificare di persona qual è il tasso di riempimento degli autobus per tre giorni di seguito - sabato, domenica e ieri - nelle zone più calde: dall'ultima fermata di Corso del Popolo che resta molto gettonata per chi la raggiunge a piedi da via Ca' Marcello, usando il passaggio sotto il cavalcavia, alla stazione ferroviaria e fino a via Righi prima del ponte della Libertà. Ne è emerso chiaramente che gli autobus sono spesso e volentieri pieni al limite della capienza, ormai anche al di fuori delle ore di punta. «Chi va all'Università o al lavoro parte presto. Un turista, invece, si muove con più comodità. E così capita che alle fermate arrivino anche gruppi di 20-30 persone al colpo e l'autobus si riempia all'inverosimile anche alle 10.30-11 del mattino. È il risultato della diversificazione delle abitudini», analizza un autista. Gli autobus più sotto pressione sono sempre gli stessi: il 2 che parte da Carpenedo e il 4L che proviene da piazzale Cialdini. Alla fermata della stazione capita d'incontrare gente di ogni nazionalità, che arriva dai binari trascinando il trolley e ti chiede che autobus prendere per piazzale Roma: Il 2 è il migliore vero?. Spostandosi tra la stazione e Corso del Popolo, camminando lungo via Ca' Marcello, in attesa dell'apertura della passerella lungo il primo binario, ci si imbatte in frotte di turisti che si muovono in short e ciabatte da spiaggia, gelato in mano e bottiglietta d'acqua fresca a portata, pronti a salire in massa sul primo mezzo utile. «Quanto tempo serve per arrivare a Venezia?», domandano a chi incrociano. La linea 43 è stata raddoppiata, ma pare che per gli ospiti delle strutture ricettive non sia ancora un'alternativa conosciuta.
DURA SALIRESalendo sul 2 e sul 4L già stracarichi, quando si arriva in via Righi non distante dal cavalcavia di San Giuliano, il rischio è che chi alla fermata sta aspettando di salire con le borse al seguito non ce la faccia a mettere dentro il piede perché la capienza è già esaurita. E stiamo parlando di autosnodati, cioè doppi, con la capacità di portata al massimo carico. Peraltro, qui, in un punto già noto per incidenti anche di una certa rilevanza a danno dei mezzi pubblici, ad ogni autobus che si ferma senza poter usufruire di una rientranza si riaccende il rischio di tamponamenti visto che auto e camion che sopraggiungono, sfrecciano a gran velocità facendoti percepire lo spostamento d'aria e dandoti la sensazione di cambiare corsia quasi all'ultimo momento. Che gli autobus siano carichi senza soluzione di continuità lo si vede poi anche ritornando da Venezia a Mestre. Alle fermate di Corso del Popolo e della stazione la discesa somiglia a un'ondata di piena con persone di ogni provenienza e idioma che tengono lo zainetto in spalla o si preparano a far correre di nuovo le rotelline del trolley. E succede che negli orari della maggiore pressione alla fermata della Fincantieri ci siano decine di operai a fine turno che aspettano di salire a bordo, ma quando il mezzo è strapieno il tentativo si fa problematico.
Alvise Sperandio  © RIPRODUZIONE RISERVATA