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Mestre, la proposta anti degrado e movida violenta: «Serve un sindaco della notte. C'è già a New York»

Mercoledì 10 Agosto 2022
Mestre, la proposta anti movida violenta: «Serve un sindaco della notte»
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MESTRE - «Come gestire la movida in città? Serve un sindaco della notte». Paolo Ticozzi, consigliere del partito democratico, rilancia una proposta già annunciata qualche mese fa in commissione. «Quella del sindaco della notte è una figura apposita per gestire le ore notturne della città, e che ora, visto che anche i cittadini di via Piave l'hanno ripresa, ho voluto formalizzarla con un'interrogazione che ha avuto l'appoggio di tutto il gruppo consiliare Pd».

Mestre: un sindaco della notte per gestire la movida

Il consigliere dem spiega: «Esperienze del genere sono già attive con efficacia soprattutto all'estero ad esempio ad Amsterdam, Tolosa, Londra, Zurigo, Berlino, Parigi e New York, gli incaricati si occupano dei vari aspetti legati alla notte, tra cui ovviamente la movida e la malamovida, ma anche l'economia della vita notturna, la salute pubblica, la ridefinizione degli spazi urbani, la mobilità e la sicurezza». «È importante - continua Ticozzi - porre attenzione alla gestione della parte economica e sociale dei luoghi della città che abitiamo nelle ore notturne, con tutte le criticità ma anche il grande potenziale che portano con sé. Il sindaco della notte potrebbe attivare dei tavoli di dialogo, confronto e mediazione».

E sulla questione del degrado sociale della città è intervenuto, ieri, anche il consigliere comunale Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme): «Non è spostando panchine o fontane o mense che si risolvono i problemi - dice - serve ridurre le disparità e puntare su politiche sociali, educative e giovanili. Bisogna andare, appunto, alla radice dei problemi, ossia avere il coraggio di guardare in faccia in che realtà viviamo: capire, senza pregiudizi, perché tante persone si abbandonano a droga o alcool e perché vivono di spaccio o altri illeciti è essenziale. Se non si rimettono urgentemente in primo piano queste questioni, si continuerà a praticare lo spostamento, ossia la tattica della polvere sotto al tappeto. Non diminuiranno le persone in difficoltà o che delinquono e la società non ne uscirà migliore: solo più insicura, spaventata, individualista ed escludente».

Michele Boato (Ecologia e solidarietà) sottolinea che dopo lo smantellamento dell'isola salvagente tra via Piave e via Cavallotti, il passaggio ciclabile non è stato ridipinto d'arancione come in altre zone della città. «Forse - sottolinea - non si capisce la pericolosità di un passaggio in cui i ciclisti in teoria avrebbero la precedenza, ma gli automobilisti non la cedono».

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Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 10:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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