Parco di San Giuliano, laghetto e stagno senz'acqua: spariti i cigni e gli altri animali

Lunedì 18 Ottobre 2021 di Fulvio Fenzo
La foto denuncia del gruppo Amici del Parco di San Giuliano che mostrano la situazione
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MESTRE - C’erano una volta i cigni. E le anatre, le garzette, perfino gli aironi. Ma sono tutti spariti dal parco di San Giuliano, da quelle due aree umide ai piedi della collinetta e dell’area del “tamburello” desertificate ormai da oltre due mesi. Nello stagno e nel laghetto non c’è più acqua, perché le pompe non sono più entrate in funzione. Tutto prosciugato, con quel fondale fangoso diventato duro come roccia. E un habitat prezioso per gli uccelli, ma anche per le rane e bisce d’acqua, è ormai un lontano ricordo.


L’ALLARME
È da oltre un mese che il gruppo Facebook “Amici del Parco di San Giuliano” sta cercando di venire a capo di una situazione paradossale, in un parco dove è stato speso oltre un milione di euro per attrezzarlo per i “grandi eventi” che non si fanno, ma dove sembra che non si intervenga con quelle manutenzioni che vanno un po’ oltre il semplice sfalcio dell’erba. «Queste due aree umide erano il cuore del parco - sottolinea Vittorio Byrevi, amministratore del gruppo -. Nel progetto dell’architetto Di Mambro era previsto che, in caso di siccità, l’acqua possa arrivare anche dall’impianto Veritas di via Bissagola, oltre che da una vasca con centinaia di metri cubi d’acqua nei pressi del bar della “Porta Rossa”. Di fatto, almeno da agosto, in questi spazi acquei non è arrivata nemmeno una goccia d’acqua. La siccità? Abbiamo passato estati ben peggiori, e l’acqua non è mai mancata».


LE SPECIE SPARITE 
Emanuele Stival, presidente del gruppo “Venezia Birdwatching” fa l’elenco di cosa abbiamo perso: «La gallinella d’acqua è fortemente diminuita, mentre non ci sono proprio più le folaghe, i beccaccini, le garzette, gli aironi e altri uccelli come la pantana, anatre, germani reali, alzavole... e ovviamente i cigni. Ma non si sono fatti più vedere nemmeno gli uccelli migratori che gli anni scorsi facevano tappa proprio in queste aree umide di San Giuliano. Si è perso tutto, come una preziosa opportunità per portare gruppi di persone e di giovanissimi per fare delle lezionI sulla vita degli stagni. Un danno irreparabile? Non la vedo così, perché le aree umide si possono ricreare. Basta solo portare l’acqua».


LA PETIZIONE
Già, ma per l’Istituzione Bosco e Grandi parchi (vedere l’articolo qui sotto) l’acqua arriverà solo con le piogge, non sistemando gli impianti andati in tilt che erano in funzione dall’inaugurazione del parco nel 2004. Una situazione di parziale abbandono che ha ridato spinta alla petizione “Salviamo il parco di San Giuliano” lanciata in epoca pre-Covid sulla piattaforma web Change.org. Le firme raccolte sono arrivate a quota 6.520. E, se all’inizio si guardava solo al pericolo della creazione di un’area di interscambio merci in zona, ora si pensa anche ai problemi delle manutenzioni.

Ultimo aggiornamento: 08:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA