Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Mestre, le arriva a casa la nuova Postepay ma è una truffa: nonnina di 93 anni derubata di oltre 5mila euro

Venerdì 23 Settembre 2022 di Redazione web
Mestre, le arriva a casa la nuova Postepay ma è una truffa: nonnina di 93 anni derubata di oltre 5mila euro
1

MESTRE - Le arriva a casa la nuova Postepay ma è una truffa: nonnina di 93 anni derubata di oltre 5mila euro. I fatti risalgono allo scorso febbraio. L’anziana ha ricevuto nella sua casa in centro storico a Venezia - ora si è tarsferita in terraferma -  una raccomandata contenente la nuova carta di debito, in quanto quella che aveva in uso era in scadenza alla fine del mese. La busta conteneva la nuova carta fisica, con nome e cognome della signora, e tutte le informative generalmente associate alle Postapay, con il relativo numero verde da chiamare per procedere all’attivazione.

Non sospettando si trattasse di una truffa, il figlio della novantatreenne ha chiamato il numero verde per l'attivazione. Fornendo in buona fede i dati richiesti, nome e cognome dell’intestatario, le ultime quattro cifre del vecchio documento e il Pin. La chiamata tuttavia non va a buon fine, all’operatore il Pin risulta errato, e a quel punto il figlio dell’anziana desiste. Dimenticando l'accaduto.

È a fine marzo che arrivano le brutte sorprese: dalla lista dei movimenti del conto postale eseguita dalla figlia risultano 16 operazioni di addebito mai effettuate ed eseguite tra il 22 e il 25 marzo, per un ammanco di ben 5.455,76 euro. I prelievi sarebbero stati effettuati tutti tra Napoli, Pozzuoli e Gugliano, presso negozi, ristoranti e persino in diversi uffici postali della zona.

I figli della signora provvedono subito, attraverso il call center di Poste Italiane, a boccare la carta, e a informare dell’accaduto gli operatori dell’ufficio postale numero 8 di Mestre, quello in via Torino, presso il quale la signora ha il conto. Come da indicazioni ricevute dagli addetti dell’azienda, i malcapitati procedono a disconoscere le operazioni truffaldine tramite comunicazione Pec, senza però ottenere alcun rimborso.

A quel punto, per essere assistiti, i truffati hanno deciso di affidarsi, attraverso il responsabile della sede di Mestre, Riccardo Vizzi, a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che, attraverso i propri servizi legali, ha diffidato Poste Italiane a rimborsare subito la cifra sottratta dal conto. «È vero che si è trattato di una truffa ben congegnata da una banda di professionisti del settore - spiegano da Studio3A-Valore S.p.A. - ma è altrettanto vero che essa è stata resa possibile dalla violazione da parte dei criminali telematici della rete di sicurezza e della banca dati dell’Azienda e dall’illecita captazione dei dati sensibili in suo possesso, tra cui nome e cognome del correntista, persino l’indirizzo, il numero di conto corrente postale e di carta di debito con la relativa data di scadenza: un furto di dati avvenuto chiaramente dall’interno, attraverso accessi illegittimi e non autorizzati, per evitare il quale le Poste non avrebbero adottato sistemi di controllo e di prevenzione adeguati».

Ultimo aggiornamento: 17:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci