Boom influenza tra i bambini, l'allarme della pediatra: «Mai vista una situazione così. Tante bronchioliti aggressive»

Domenica 4 Dicembre 2022 di a.spe.
Boom influenza tra i bambini, l'allarme della pediatra: «Mai vista una situazione così. Tante bronchioliti aggressive»
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MESTRE - L'emergenza, dunque, è sui bambini. «In 30 anni di lavoro non mi sono mai trovata in una situazione del genere», dice Silvia Girotto, pediatra di libera scelta di lunga esperienza, con ambulatorio in via San Donà a Mestre e un migliaio di piccoli assistiti.
«Arrivano anche 70 telefonate al giorno. Stiamo vedendo tanti malati nella fascia 0-4 anni, ma anche nei ragazzini delle medie, fino ai 14. A scuola ci sono classi decimate: è inevitabile che ci sia un passaggio dei virus. Succede anche in presenza di due fratellini: magari il più piccolo di qualche mese viene contagiato dal più grande che va all'asilo. Aver tolto le mascherine non aiuta, anzi. Da tutto chiuso a tutto aperto c'è una differenza».
Girotto lavora anche 12-13 ore al giorno. «In questo periodo i ritmi sono elevati, se non visito rispondo al telefono e viceversa. Già si sono presentati i virus parainfluenzali che portano febbri anche alte, adesso si sta affacciando l'influenza vera e propria, come mostrano i dati ufficiali della sorveglianza. Influenza che si porta dietro anche altri tipi problemi come i dolori articolari, le mialgie».

LA GIORNATA

La giornata tipo della specialista prevede un paio di ore, fino alle 10, per rispondere alle chiamate di chi chiede un consulto con urgenza. Poi partono le visite, che impegnano fino a sera, nel tentativo di gestire tutte le richieste comunque entro le 24 ore. «Non abbiamo un servizio di segreteria anche perché, comunque, io preferisco rispondere personalmente alle telefonate per rendermi conto di quali sono le esigenze, se ci siano urgenze o meno riprende la dottoressa I bambini che si ammalano con febbre anche a 40° vanno tenuti sotto stretta osservazione, controllando come si comportano, se sono molto stanchi, apatici, lamentosi bisogna dare gli antipiretici ma badare molto anche all'idratazione, a bagnarli con acqua tiepida e farli soggiornare in un ambiente non umido. È chiaro che tenere a casa un bimbo da scuola è un impegno anche per i genitori, che magari lavorano entrambi. Però assolutamente non bisogna rimandarli a scuola se non sono guariti del tutto, il che può richiedere anche qualche giorno in più di riposo».

IN OSPEDALE

Girotto conferma che sono tanti i bambini sotto il primo anno d'età portati al Pronto soccorso per bronchioliti particolarmente aggressive, che nel peggiore dei casi richiedono il supporto per la respirazione anche in terapia intensiva (in questo caso con trasferimento a Padova). Insomma, la combo tra Covid in rialzo, influenza con cui non si scherza e problematiche respiratorie di vario tipo, stanno costringendo i medici a un surplus notevole di assistenza. «Alle 22 devo andare a dormire se voglio recuperare», sorride Girotto che, forse, uno dei due occhi in realtà non lo chiude mai. «Adesso entriamo nell'inverno e arrivano le feste. Raccomando a tutti coloro che dovessero avere l'inizio di qualche sintomo, un po' di malessere, di restare a casa, misurarsi la febbre e capire se stiamo effettivamente poco bene. Andare in giro da malati vuol dire portare agli altri i virus. Quindi, se è necessario, bisogna avere il coraggio di evitare gli incontri con familiari e amici. E, poi, rispolveriamo le mascherine. In due anni conclude la pediatra non abbiamo avuto l'influenza perché ci sono state le mascherine. Dobbiamo capire che restano molto utili anche in occasioni di ritrovo numerosi, magari in spazi ristretti, dove non c'è un grande ricambio d'aria. Anche così, contrastando i contagi all'origine, noi tutti riusciremo a proteggere meglio i nostri bambini».
 

Ultimo aggiornamento: 10:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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