Mestre, allarme giustizia fai da te contro lo spaccio. Cittadini esasperati: «Vogliamo il coprifuoco notturno»

Sabato 29 Ottobre 2022 di Maurizio Dianese
Mestre, allarme giustizia fai da te contro lo spaccio. Cittadini esasperati: «Vogliamo il coprifuoco notturno»
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MESTRE - Prima li ha invitati con le buone. Poi si è messo ad urlare. Infine ha preso una catena e ha cominciato a mulinarla in aria. Poi, visto che i tre ancora non si alzavano, ha iniziato a picchiarli. Con la catena. Forte. Due li ha ridotti male, il terzo è riuscito a scappare. É successo la scorsa settimana davanti ad un negozio di generi alimentari di via Cappuccina, uno dei tanti che ogni giorno e da anni deve fare i conti con i tossicomani che si siedono di fianco alle vetrine, comprano qualcosa e fanno il disastro, iniziando a bucarsi e lasciando poi tutto per terra. Il condominio ha messo cartelli dappertutto, ma non è servito a nulla. Finchè il commerciante non ha perso la pazienza e si è fatto giustizia da sé. E questo segna per Mestre il punto di non ritorno, che scatta in tutte le città quando i cittadini, esasperati, decidono che non ha più senso perdere tempo a chiamare la polizia, tanto non serve a nulla.

LA RESA

«Li prendono e il giorno dopo sono già in strada che spacciano di nuovo», dicono all'unisono residenti e commercianti tra via Cappuccina e via Piave. Sono le stesse parole usate dal Questore di Venezia Maurizio Masciopinto nelle dichiarazioni ai giornali locali: Li prendiamo, li portiamo in Questura, li denunciamo, ma poi tornano in libertà. Ma di fronte alla resa dello Stato, i cittadini non pensano di avere altre alternative se non trattare il tema della tossicomania come un tema criminale invece che sociale. Con il risultato che è appena partita una raccolta di firme per chiedere che vengano istituiti corsi gratuiti di difesa personale per ragazze e ragazzi a partire dalla terza media, i loro genitori e chi ne farà richiesta. Quindi non ci si limita più a chiedere maggiori controlli e più telecamere, si dice chiaramente che si vuole fare da soli. E si invitano le attività commerciali che si affacciano su via Cappuccina a tirare giù le serrande alle 19.30, ad eccezione di ristoranti e pizzerie che potranno restare aperti fino alle 22.30. Il coprifuoco, insomma, come in zona di guerra.

MERCATO OVUNQUE

Del resto è anche vero che ormai mezza città è zona di spaccio. Il posto più intasato di pusher è decisamente via Cappuccina-angolo via Sernaglia. Qui, da una parte all'altra della strada in un giorno qualsiasi si conta almeno una cinquantina di spacciatori. Tutti in monopattino elettrico o in bici vanno su e giù per la strada mentre i loro complici sono appoggiati al muretto dei giardinetti di via Sernaglia o di fianco al poliambulatorio dell'Ulss. Ma poi ce ne sono lungo tutta via Cappuccina e in via Felisati, in Corso del Popolo e in tutte le vie laterali tra via Piave, via Cappuccina e Corso del popolo, anche se la zona più gettonata resta la pista ciclabile di via Dante che porta al sottopasso. Qui hanno preso casa anche alcuni spacciatori che hanno il complice giù che contratta e loro, standosene a casa, buttano giù la pallina e via. Bar e panchine poi sono punti di ritrovo e di smistamento e ormai i pusher sono arrivati fino in piazza Ferretto: è l'atomizzazione dello spaccio. Che rende molto, ma molto più difficile il lavoro delle forze della repressione, che devono ridisegnare giorno dopo giorno la mappa dello spaccio che, come un fiume scende dalla stazione ferroviaria e sta ormai per arrivare a congiungersi con la zona nord di Mestre, saldandosi cioè con il parco della Bissuola e Carpenedo. E paradosso vuole che oggi l'unica strada libera dallo spaccio sia Monte San Michele, quella che fino al 10 luglio del 2018 era la centrale dei pusher nigeriani. Un blitz della polizia azzerò l'organizzazione criminale e il giorno dopo il capo dello Sco, Alessandro Giuliano, uno dei più bravi poliziotti italiani, al nostro giornale dichiarava: Noi abbiamo fatto la nostra parte. Adesso tocca agli altri, se non si vuol tornare in un anno al punto di partenza. Sono passati quattro anni e la situazione è decisamente peggiorata visto che non c'è più un unico luogo dello spaccio, ma Mestre è diventata città dello spaccio del Nordest. Con la cocaina che scorre a fiumi, molto, ma molto più dell'eroina e l'eroina che attira giovani da ovunque, a cominciare da tutto il Veneto Orientale e dal Friuli Venezia Giulia. Perchè qui costa poco ed è buona e dunque la richiesta è altissima. Solo che l'intervento sulla domanda di fatto non c'è, mentre si continua a pensare che sia sufficiente intervenire sull'offerta e cioè sugli spacciatori. E dunque aspettiamoci che i pusher si allarghino fino ad arrivare a Carpenedo e a Favaro. Anche a colpi di risse e accoltellamenti, di faide interne e di sanguinose battaglie sulle strade cittadine.

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Ultimo aggiornamento: 13:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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