Furto all'Angelo di Mestre: «Spariti gli anelli che mia madre portava in ospedale»

Venerdì 3 Dicembre 2021 di Mauro De Lazzari
Furto all'Angelo di Mestre: «Spariti gli anelli che mia madre portava in ospedale»
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MESTRE - «Qualcuno ha approfittato dello stato di incoscienza di mia mamma e le ha sfilato i due anelli, uno dei quali era la fede nuziale, che portava al dito». Il fatto, per il quale il figlio, Giovanni Andreatta, ha sporto denuncia ai Carabinieri di Spinea, è avvenuto nel periodo in cui sua mamma, Venerina Lunardelli, 91 anni, è stata ricoverata all'ospedale dell'Angelo, dove alcuni giorni fa è deceduta. La signora era stata colta da malore il 30 ottobre mentre si stava recando al cimitero di Favaro. Subito soccorsa era stata trasportata con un'autoambulanza all'ospedale e ricoverata d'urgenza perché colpita da ictus cerebrale. «Una volta stabilizzata è stata trasferita in corsia al reparto di neurologia racconta il figlio e il personale medico il 3 novembre mi ha consegnato una busta con tutti i documenti e i suoi effetti personali, ad esclusione dei due anelli che portava all'anulare sinistro e che in quel momento non si potevano sfilare a causa del rigonfiamento delle mani».


Nel corso delle visite dei giorni seguenti, alle quali si sono alternati il fratello della signora, Fernando, la nuora Antonella e il figlio Giovanni, la presenza degli anelli al dito di Venerina è sempre stata riscontrata. «Anche perché è scritto nella denuncia la posizione del letto ci consentiva di stare solo dal lato della sua mano sinistra e, quindi, tenendole la mano avvertivamo la presenza degli anelli». Questo, a detta dei parenti, fino al 16 novembre, perché il giorno successivo la nuora Antonella si è accorta che la donna non aveva più i preziosi al dito, ma ha pensato che le fossero stati consegnati il giorno prima dal personale del reparto, assieme ad altro materiale che lei aveva portato a casa, ma che non aveva avuto il tempo di controllare. Lo stesso figlio aveva avvertito la mancanza degli anelli, ma pure lui non si era preoccupato. Solo il 18 novembre, durante un confronto tra parenti, viene constatato che a nessuno di loro quegli anelli erano stati consegnati. Il responsabile del reparto, informato dai familiari, ha tuttavia escluso che ci possa essere stato un errore o uno scambio di oggetti con altri pazienti. «È evidente aggiunge il figlio che le sono stati sottratti. Da chi non lo sappiamo. Siamo molto addolorati perché quei due anelli mia mamma li ha portati con sé tutta la vita ed ora che non c'è più avremmo voluto che restassero un ricordo per noi».

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