Mestre, degrado fra i condomini: tossici e sbandati dentro i palazzi, tra escrementi e siringhe infette

Mercoledì 31 Agosto 2022 di Elisio Trevisan
Mestre, degrado fra i condomini: tossici e sbandati dentro i palazzi, tra escrementi e siringhe infette

MESTRE - Non ne possono più. Tossici, spacciatori, sbandati bivaccano e trafficano sotto ai portici di casa, ma anche dentro casa: negli androni e nei cortili interni dove rubano quel che trovano, biciclette e altro. I bambini e gli anziani, i più fragili, rischiano di pungersi con le siringhe infette usate per drogarsi e abbandonate per terra assieme ad altre immondizie e a feci e urina. Il valore degli appartamenti scende sempre più in picchiata. A tutto ciò si deve aggiungere che l'immagine offerta ai turisti, che scelgono di pernottare a Mestre invece che a Venezia, è quella di una città sporca, insicura, degradata, «un danno enorme anche all'economia».


Da anni i residenti del grande condominio Bandiera 2006, tra via Cappuccina e il cavalcavia di Corso del popolo, segnalano che situazione e i problemi, ed ora, dopo che lo scorso maggio avevano sporto denuncia contro ignoti per violazione di domicilio, hanno deciso di firmare una petizione esposto inviata al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, alla Procura della Repubblica, al prefetto, al questore, al governatore del Veneto Luca Zaia, al comandante dei vigili urbani: «Serve una reale lotta allo spaccio. Servono più poliziotti in borghese, arresti di spacciatori e lotta all'illegalità, perché le sole volanti che girano ben visibili, appena passate lasciano la stessa situazione che hanno trovato. Più in generale, crediamo serva anche riattivare servizi sociali sul territorio per allontanare i tossicodipendenti dalla strada e ricondurli a strutture sociosanitarie.


«BASTA PROPAGANDA»
Chiediamo, in sintesi, una iniziativa urgente, non propagandistica, ed efficace che veda tutti collaborare - istituzioni e cittadini - per una sempre più impellente rigenerazione di questa parte di città». Oltre ad invadere le loro case, tossicodipendenti, spacciatori e sbandati da qualche tempo hanno divelto le recinzioni e occupato il terreno tra via Cappuccina e via Dante, uno spazio privato che sarebbe dovuto diventare un altro parcheggio e forse anche un nuovo albergo ma che è abbandonato da decenni: «A fianco dell'hotel Regit da giorni bivaccano persone che hanno divelto le recinzioni e forzato il cancello. In quel terreno dormono, svolgono le deiezioni e periodicamente si iniettano droga nelle vene. Le segnalazioni a polizia locale e carabinieri non hanno al momento cambiato nulla».


SITUAZIONE INVIVIBILE
Ansia, senso di insicurezza, preoccupazione sono i sentimenti descritti dagli inquilini del Bandiera 2006: «Siamo costretti a convivere con spacciatori che operano in tutta libertà intorno alle nostre case e tossicodipendenti che, come zombie, vagano e si accampano davanti alle nostre porte, dal primo mattino alla notte profonda. Principi di rissa tra malviventi e interventi di soccorso per malori o, peggio, per crisi anche letali per eccesso di droga sono all'ordine del giorno». Al sindaco Brugnaro, in particolare, gli abitanti dei novanta alloggi chiedono, quale ufficiale del governo, «provvedimenti anche contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana di chi abita e frequenta la zona».


Nell'esposto si chiede un presidio permanente di polizia nel quadrante ricompreso tra la stazione ferroviaria e via Tasso, tra corso del Popolo e via Piave, «e la soluzione, crediamo, non può che essere operare contemporaneamente e rapidamente con politiche multisettoriali coordinate che coinvolgano una riqualificazione degli spazi pubblici, delle politiche sociali e anche di sicurezza e lotta alla criminalità. Basta parole e promesse, servono fatti prima che sia troppo tardi». Per questo i condomini hanno firmato l'esposto, «un accorato appello scaturito dalla disperazione di singoli e di intere famiglie che abitano in un condominio provvisto di portici ampi in una zona divenuta di frontiera - afferma Angelo Rizzi, amministratore del Bandiera 2006 e di molti altri edifici a Mestre assieme al figlio Luca - Queste persone vedono la loro sicurezza e libertà messe quotidianamente in discussione da una situazione che si trascina da anni e che peggiora di giorno in giorno».
 

Ultimo aggiornamento: 09:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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