Boss mafioso arrestato in centro:
è il figlio del killer di Dalla Chiesa
Lavorava al Tronchetto

Boss mafioso arrestato in centro:
è il figlio del killer
di Dalla Chiesa

di Monica Andolfatto

MESTRE - C’è anche un "mestrino" fra i 95 destinatari delle misure cautelari emesse dal gip di Palermo su richiesta della direzione distrettuale antimafia della stessa città ed eseguite all’alba di oggi, nell’ambito della maxi operazione denominata "Apocalisse" che azzera i mandamenti mafiosi di San Lorenzo/Tommaso Natale e Resuttana.



Associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, riciclaggio, usura sono i reati contestati anche a u’ picciriddu, al secolo Vito Galatolo, 40 anni, figlio del boss Vincenzo, capo indiscusso del clan Acquasanta/Arenella alleato dei corleonesi di Totò Riina, in affari con i Madonia, condannato all’ergastolo per l’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e coinvolto nell’attentato fallito all’Addaura contro Giovanni Falcone.







Galatolo jr scarcerato nel settembre 2012 e colpito da divieto di dimora a Palermo, è "salito" al Nord pochi mesi dopo, trasferendosi a Mestre con moglie e tre figli, trovando lavoro come operaio manutentore in un’azienda del Tronchetto, in regime di sorvegliato speciale.



Ed è qui, nel suo appartamento al quinto piano di un condominio di via San Pio X, a due passi da Piazza Ferretto, in pieno centro, che alle quattro del mattino hanno fatto irruzione i finanzieri del Gico di Venezia in supporto ai colleghi del Nucleo di Polizia Valutaria di Palermo, arrestando "u picciriddu" che secondo gli inquirenti ha ripreso e mantenuto fino a oggi quello che era già stato il suo ruolo in seno a Cosa Nostra, anche dal Veneto.



Ovvero il riciclaggio del denaro della "cassa" della cosca: tra i metodi utilizzati quello di impiegare oltre 600mila euro di proventi illeciti giocandoli in scommesse calcistiche, ripulendone, mediante le relative vincite almeno 590mila. Al termine della perquisizione domiciliare, il fotosegnalamento e l’accompagnamento nel carcere di massima sicurezza di Padova dove è stato rinchiuso in isolamento.

Lunedì 23 Giugno 2014, 08:10






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5 di 18 commenti presenti
2014-06-23 23:18:37
Seiontoebasta No, non siamo la stessa persona , tra me e te ci divide cultura, latitudine, rettitudine e onestà tutte cose che sono merce rara dalle tue parti. Non uso mezzucci per diffamare il prossimo come fai tu e fate voi, sempre dietro l\'anonimato. Buon sangue, anzi pessimo sangue non mente! Povero Lupasimonnaro!
2014-06-23 22:58:24
Enrico2 o pensionat, hai visto come si è integrato bene qui da voi ? Una faccia, una razza. Ciao enrichetto.
2014-06-23 19:09:51
euganeaprohelvetia alias enricosecondo E\' spassosissimo leggere le sperticate lodi di euganea proscemenza nei confronti del povero secondo e viceversa. Infatti sono la stessa identica persona!! Come dire \"Se il musso non se lo loda il padrone.....\" Poveri anziani!
2014-06-23 17:04:45
GAZZETTINO 22813 ELISE, SALENTINA ECC ECC, quando ci sono notizie del genere letteralmente SPARISCE (SPARISCONO) IDEM su notizie riguardanti il SUD,che appaiono sulla pagina del Gazzettino. Evidentemente è un loro limite. Povera (povere) cerchiamo di capirle, suvvia
2014-06-23 16:10:23
enricosecondo,13:14 Chiarissimo e impeccabile il tuo commento-risposta a Matteo di Catania. Per Matteo, che sarà una persona seria e onesta, sarà difficile che lo capisca, ma ad una persona veneta, tutto lavoro e testa bassa, farebbe riflettere.