Mestre. Materassi, coperte e bivacchi: i portici diventano (gelidi) dormitori. «Senzatetto anche negli androni dei condomini»

Martedì 29 Novembre 2022 di Fulvio Fenzo
Materassi, coperte e bivacchi: i portici diventano (gelidi) dormitori. «Senzatetto anche negli androni dei condomini»
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MESTRE - Freddo. Un freddo boia, e non siamo ancora arrivati sottozero. Verso sera, tutte le sere, arrivano con borse di nylon cariche di coperte, oppure tirano fuori i materassi tenuti nascosti chissà dove durante il giorno, e li sistemano sotto qualche portico. Ci sono quelli che fanno gruppo e si mettono vicini, cercando di scaldarsi a vicenda, ma anche i solitari che si infilano in un angolo, alzando perfino dei cartoni nella speranza di proteggersi un po' dal vento che taglia la pelle. Nella Mestre notturna sono tornati i bivacchi per strada, non solo in zona stazione, ma sparsi ormai a macchia di leopardo per tutto il centro. E quando non c'è una stazione o un posto almeno al coperto, ci sono gli androni dei condomini.

ZONA STAZIONE

Ne sanno qualcosa in via Cappuccina dove, non appena un portone resta aperto, si corre il rischio di ritrovarsi la mattina dopo qualcuno che dorme ai piedi delle scale condominiali interne. Oppure nel palazzone all'angolo tra via Cappuccina e viale Stazione: qui, ormai da settimane e sotto agli occhi delle pattuglie che costantemente stazionano anche di notte in quella zona maledetta, ogni sera arriva un gruppo di almeno una decina di persone che si piazza davanti alle scale dell'edificio, arrivando fino alle vetrine della sala slot. «Romania. Siamo tutti di Romania» risponde per tutti uno degli uomini distesi sotto alle coperte, mentre le donne sono ancora sedute appoggiate al muro ma intabarrate con sciarpe e cappotti. Non vogliono essere fotografati («Vai via, vai via!» intima il capo), perché - spiegano a bassa voce le donne - temono di essere riconosciuti dalla polizia. L'italiano è stentato, ma ci si capisce: «Ogni mattina tiriamo su coperte e andare via. Se abbiamo freddo? Sì, fa tanto freddo».
L'estate infinita durata fino a un paio di settimane fa aveva mentito un po' a tutti, figuriamoci a chi vive in strada e si è trovato, da un giorno all'altro, direttamente in pieno inverno.

CORSO DEL POPOLO

Di giorno è una banca, di notte un dormitorio. Un salto in corso del Popolo, all'angolo con il ramo di via Mestrina che porta in piazza Barche. Un'altra serie di materassi e coperte, e di gente che dorme. Qui sono tutti uomini, italiani e ancora dell'Est. Uno, l'ultimo arrivato, stende le coperte e cerca di farsi spazio tra gli altri. L'altra sera al teatro Corso c'era uno spettacolo e non potevano sistemarsi anche da quella parte, davanti ai gradini, così si sono dovuti spostare tutti di qua. Bene o male, comunque, riescono a stare in gruppo, diversamente da quelli - e non sono pochi - che preferiscono dormire da soli in qualche angolo, come nei portici all'incrocio tra via Fusinato e via Dante, dove anche di giorno restano per terra quei cartoni che servono a schermare un po' il gelo del pavimento dal corpo. Poca roba, come effetto, poi il resto lo fanno le coperte e qualche brick di vino.

SEGNALAZIONI IN AUMENTO

Le segnalazioni di senza dimora che passano le notti al freddo sono in aumento, specialmente nel centro di Mestre. Un'altra zona dove si ritrovano in parecchi è dalle parti dell'ex Auchan, tra i portici del centro direzionale e la stazione ferroviaria dell'ospedale dell'Angelo. Gli operatori che da giovedì torneranno in strada (come riferiamo nell'articolo qui sotto) conoscono tutti questi posti, ai quali si aggiungono case ed edifici abbandonati nei quali, però, si rifugiano in particolare i senza dimora di provenienza africana. In centro sono invece soprattutto dell'Est, ma anche parecchi italiani. Non così pochi, come invece si potrebbe pensare. In gruppo oppure in solitudine, come quella vita che li ha condotti sulla strada.

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