Baby gang a Mestre: presi due "irriducibili". Trenta furti in una serata e spaccio di droga

Lunedì 16 Novembre 2020
Baby gang a Mestre: presi due
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MESTRE - Baby gang a Mestre, nei guai due ragazzi. I Carabinieri hanno tratto in arresto su ordinanza di applicazione della Misura Cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari per il reato di violazione di domicilio e furto due giovani mestrini: Edwar Chirita, già noto alle Forze dell’Ordine come l’ispiratore della “baby gang” che ha imperversato in città e terraferma dal 2019 e Cosmin Pirlicasa, entrambi 19enni e sodali nel commettere furti seriali.

La misura è stata emessa dal GIP del Tribunale di Venezia sulla base delle indagini  svolte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica lagunare dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mestre, dopo che sin dal gennaio 2020 erano decine e decine gli episodi di furto denunciati soprattutto a Mirano, ma anche Jesolo e terraferma. L’oggetto dei furti erano soprattutto bicilette e le persone offese raggiungono un ragguardevole totale che supera le trenta. Parte della refurtiva è stata rinvenuta e restituita ai legittimi proprietari.

Dopo questi episodi veramente impressionanti per la frequenza serratissima tra loro – addirittura si sono registrati quasi trenta tra furti e tentati furti in una sola serata - i Carabinieri di Mestre hanno dato luogo agli opportuni approfondimenti investigativi in esito ai quali, oltre a cristallizzare le responsabilità in ordine ai fatti denunciati, hanno acquisito a carico dei due giovani ulteriori gravi indizi di colpevolezza in ordine alla commissione di decine e decine di furti, i cui proventi venivano poi traslati in altre attività, tra cui lo spaccio di marijuana con decine di cessioni accertate che avvenivano per lo più nei parchi pubblici di Mestre nei confronti di coetanei e minorenni.

Per il Chirita, trovato anche pochi grammi di Marjuana e telefoni cellulari, e quindi in violazione di precedente Avviso Orale, si sono aperte quindi le porte del carcere veneziano, che ormai dovrebbe conoscere bene, mentre il “compare” sconta la misura cautelare ai domiciliari.

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