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Mestre, 51enne muore dopo un anno in coma: 10 medici sotto inchiesta. «Registrata in codice verde e lasciata su una barella»

Giovedì 28 Luglio 2022 di Gianluca Amadori
51enne muore dopo un anno in coma: 10 medici sotto inchiesta. «Registrata in codice verde e lasciata su una barella»
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MESTRE - Dieci medici sotto inchiesta per la morte di una donna di 51 anni, residente a Favaro Veneto, Rodica Duca, romena di origini, deceduta nel giugno del 2019 dopo aver trascorso un anno in coma.
Ieri mattina, alla cittadella della giustizia di piazzale Roma, il giudice per le indagini preliminari di Venezia ha disposto un incidente probatorio per accertare se la morte della paziente possa essere in qualche modo la conseguenza di qualche errore o ritardo nelle cure che le sono state prestate nel 2018, quando fu ricoverata al pronto soccorso dell'ospedale all'Angelo.

Mestre, 51enne muore dopo un anno in coma: 10 medici sotto inchiesta

Il gip ha affidato l'incarico al dottor Stefano Kusstatscher, specialista in medicina legale, medicina interna e gastroenterologia; i difensori dei medici (gli avvocati Giusepep Sarti, Federico Plaino, Manuela Boatto, Paolo Maria Chersevani, Eloisa Galluppi ed Enrico Penzo) hanno a loro volta nominato un esperto di propria fiducia per seguire i lavori peritali, e così hanno fatto i parenti della vittima, assistiti dall'avvocatessa Paola Loprieno. Le operazioni inizieranno a settembre: l'udienza di discussione dei risultati della perizia è fissata per il prossimo 14 dicembre.

A presentare un esposto è stata l'avvocatessa Loprieno, quando la signora Duca era ancora in coma. La legale ha ricostruito lo svolgersi degli eventi, chiedendo alla procura di fare piena luce sull'assistenza prestata alla cinquantunenne. A seguito del decesso, il pm Giovanni Gasparini dispose una prima consulenza medico legale che si concluse con l'accertamento delle cause della morte: infarto.

La procura chiese dunque l'archiviazione, a cui l'avvocatessa Loprieno si è opposta specificando che le cause della morte sono mai state in discussione: da verificare è semmai il precedente comportamento dei sanitari e l'eventuale nesso di causa con il decesso. Il gip ha quindi disposto nuovi approfondimenti che consisteranno, appunto, nella nuova perizia medico legale affidata ieri.

Nell'esposto viene evidenziato che la signora Duca fu trovata esanime a casa dai vicini nel giugno del 2018, i quali chiamarono l'ambulanza. La donna, nonostante non si reggesse in piedi, fu registrata in codice verde. Sette ore dopo il codice diventò rosso: in questo lasso di tempo, stando alla cronistoria, sembra che nessuno si sia preso cura della paziente, ritrovata poi con la flebo su una barella parcheggiata in un corridoio. Al compagno, nel frattempo sopraggiunto in ospedale, era stato detto che Rodica si era allontanata volontariamente.

Ricoverata in codice rosso, la cinquantunenne restò all'Angelo una settimana fino a quando non fu colpita da un infarto che la portò in coma. Il decesso arrivò un anno più tardi: nel frattempo per un breve periodo la paziente era stata trasferita all'ospedale di Chioggia e quindi a Venezia, dove si è spenta il 3 giugno del 2019. Ora la parola passa al perito nominato dal giudice.

Ultimo aggiornamento: 09:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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