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Allarme meduse spiaggiate sul litorale. Gli esperti «Non sono pericolose»

Sabato 16 Luglio 2022 di Giuseppe Babbo
VENEZIA Gran numero di meduse spiaggiate da Bibione a Chioggia

JESOLO - Su gran parte della costa dell’Alto Adriatico, da Trieste a Venezia, la situazione è simile. Presenza anomala di meduse sulle spiagge veneziane, in particolare da Caorle a Chioggia, con una quantità numerosa soprattutto a Jesolo dove i turisti le quotidianamente rinvenendo sulla battigia tanto da creare qualche curiosità e più di un interrogativo rimbalzato anche oltre confine, con tanto di richieste informazioni arrivate direttamente negli hotel cittadini. Ma dagli esperti arrivano le rassicurazioni del caso e la smentita di qualsiasi allarme. «E’ un fenomeno del tutto naturale – spiega Roberto Basso, direttore del museo di storia naturale di Jesolo – soprattutto per questo periodo dell’anno. Sono meduse che vengono trascinate verso il nord Adriatico dalle correnti marine che arrivano dalla Grecia, Turchia e della Croazia. Arrivano nelle nostre coste alla fine del loro ciclo di vita e per questo si spiaggiano. Non sono pericolose per l’uomo, non stiamo parlando di esemplari tropicali ma di specie tipiche del nostro mare. In passato situazioni simili sono accadute anche in spiagge di altre regioni, fare del terrorismo su questo fenomeno non ha senso, anzi se dobbiamo dirla tutta confermano l’assenza di inquinamento nelle nostre acque».

Sulla stessa scia è arrivata la presa di posizione del presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro che ha posto l’attenzione anche sugli effetti dei cambiamenti climatici. «L’eccezionale presenza di meduse in Alto Adriatico – dice - è un fenomeno che ci interroga ancora una volta sugli effetti dei cambiamenti climatici. La specie di medusa, oggetto di più segnalazioni, non comporta particolari rischi urticanti per l’essere umano, anche se la massiccia presenza in acqua può indurre il bagnante a temerne gli effetti. Questo fenomeno naturale, come l’eccezionale ovodeposizione della tartaruga Caretta Caretta avvenuta a Jesolo lo scorso anno, sono segnali di quanto sia importante la tutela e l’equilibrio della biodiversità per i servizi ecosistemici».

Ad intervenire è anche Adrea Tomei, consigliere comunale e biologo marino. «E’ una dinamica del tutto normale per questo periodo dell’anno – sono le sue parole -. In estate le acque calde del mare favoriscono la fioritura del plancton, di cui le meduse si nutrono, e come conseguenza riescono anche a riprodursi meglio. A ciò va aggiunto un aumento generalizzato delle temperature a cui assistiamo da qualche anno, ed è il motivo per cui incontriamo più esemplari rispetto al passato. Infine va considerata la riduzione dei predatori naturali delle meduse, tra cui ad esempio le tartarughe marine e i cetacei. Detto questo, non vi è motivo di preoccuparsi. Le meduse presenti nel nostro mare sono soprattutto quelle appartenenti alla specie Rhizostoma pulmo, che possiede le cellule urticanti solamente sui tentacoli e in ogni caso non causa problemi di rilevanza medica. In caso di contatto è sufficiente sciacquare la parte interessata con acqua di mare». L’Associazione jesolana albergatori lancerà una campagna informativa in Austria e Germania per spiegare la situazione e la realtà del fenomeno, tanto naturale, quanto innocuo. 

Ultimo aggiornamento: 08:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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