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Maxi yacht del lusso: è questo il futuro per la Marittima di Venezia

Mercoledì 1 Giugno 2022 di Elisio Trevisan
La marittima di Venezia

MESTRE - Perché a Venezia i grandi yacht si vedono solo nei giorni della Mostra del Cinema, dell'inaugurazione della Biennale e del Salone Nautico? Perché Venezia è solo un porto di transito per i mega yacht, e quando si dice mega si intende da almeno 40 metri di lunghezza in su. Un porto stanziale, invece, è un luogo dove le imbarcazioni dei magnati stanno tutto l'anno (a parte quando sono in viaggio) come a Viareggio, Barcellona, Montecarlo, Maiorca.

MINIERE D'ORO
E sono quelli i porti dove questi giganti del lusso sfrenato portano i veri soldi e arricchiscono il territorio, vere miniere d'oro. Cosa manca alla città più bella del mondo con il porto più affascinante dentro alla laguna per diventare un porto stanziale? Manca un luogo dove fare l'assistenza e le manutenzioni e tenere le barche d'inverno. L'imprenditore Andrea Mevorach nei primi anni Duemila ci provò: ma dovette abbandonare l'impresa perché l'Ive (Immobiliare del Comune) gli aveva dato un'area, vicino alla Fincantieri a Marghera, super inquinata, dove non si poteva costruire il capannone e le strutture necessarie. Perse milioni di euro, che in parte recuperò vincendo una causa, ma soprattutto rinunciò al progetto che nel giro di pochi anni avrebbe portato a Venezia almeno 500 nuovi posti di lavoro tra diretti e indotto e un'economia da centinaia di milioni di euro, sostenibile perché non gigante come la grandi navi da crociera. «A Porto Marghera allora non si trovavano aree pulite con la caratteristica di essere raggiungibili da terra e da mare e quindi purtroppo non se ne fece nulla» ricorda Mevorach. Il problema, oggi, è più o meno lo stesso, eppure la gestione dei mega yacht potrebbe essere una delle risposte di qualità al turismo mordi e fuggi. Se a Porto Marghera, però, per chi volesse investire in questo settore è difficile trovare le aree adatte, a Venezia non ce ne sono proprio perché secondo i comandanti e i gestori dei grandi yacht non sono raggiungibili da terra. Anche l'Arsenale ha questo problema: un luogo bellissimo, che va bene per il Salone Nautico o per la Biennale ma non per un porto dei mega yacht. Sono barche che d'inverno hanno bisogno di grossi lavori di manutenzione: gruppi elettrogeni, frigoriferi, stabilizzatori, bussola magnetica, verniciatura della chiglia sono solo alcune delle tante incombenze da seguire per avere la barca navigabile in stagione. E le ditte che se ne occupano spesso sono a livello artigianale e, non essendocene moltissime, sono oberate di lavoro, per cui perdere due giorni per di viaggio dovendo montare il furgone su una chiatta diventa proibitivo, mentre Viareggio, Montecarlo, Barcellona, la Slovenia sono facilmente raggiungibili, e Maiorca ha il suo indotto locale. Poi ci sono gli equipaggi: nelle barche oltre i 40 metri trascorrono l'inverno a bordo e quindi hanno bisogno di un'autostrada o un aeroporto a pochi minuti di distanza per raggiungere casa e tornare in fretta.

L'ALTERNATIVA
Un'alternativa per chi si occupa del mondo dei mega yacht ci sarebbe, anzi c'è già disponibile da quando il premier Draghi ha varato il decreto che dall'anno scorso ha chiuso definitivamente il transito delle grandi navi da crociera per il bacino di San Marco e la Giudecca, uccidendo la Marittima. È proprio la Marittima: un porto raggiungibile da terra e da mare, super attrezzato, con grandi piazzali dove movimentare i mega yacht per le manutenzioni, e capannoni dove fare i lavori. Potrebbe diventare il porto stanziale di Venezia per gli yacht dei magnati e portare nuova ricchezza alla città. Magari il gestore Vtp ci sta pensando.
 

Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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