Mario De Biasi, il "professore" studioso e cultore della memoria veneziana

Lunedì 30 Novembre 2020 di Alberto Toso Fei
Mario De Biasi nel disegno di Matteo Bergamelli

VENEZIA - Fu nello stesso tempo schivo eppure espansivo nelle relazioni con le altre persone; autorevole e sicuro delle tante conoscenze acquisite, ma mai sopra le righe e men che meno prepotente nelle argomentazioni. Mario De Biasi, “il professore”, ebbe un modo tutto suo di attraversare la vita e alla fine – con la discrezione e la serietà che lo contraddistinse – lasciò una traccia cospicua negli studi riguardanti Venezia e la “sua” Murano, dove era nato il 19 luglio 1923. Per lui, la cura della memoria fu un imperativo costante e la rotta sulla quale tenere ferma la barra.

 

Studioso eminente, ritenne sempre indisgiungibili la sua attività di studio e l'impegno sociale e politico, e per svariati decenni fu attivo su vari fronti, in primis quello del Consiglio e della Giunta comunale, come militante della Democrazia Cristiana: fu assessore alla Pubblica Istruzione e successivamente alle Belle Arti tra 1956 e il 1970; assessore al Personale dal 1961 al 1964 e ai Servizi Demografici tra il 1970 e il 1975. Presiedette diversi Consigli di Amministrazione e seguì con particolare interesse la toponomastica cittadina, diventando presidente della relativa commissione istituita dal Comune e per la quale produsse, anche in collaborazione con altri, diversi studi.

Prima di ogni cosa fu insegnante e dal 1946, poco più che ventenne, subito dopo la laurea in lettere a Padova (con una tesi sulla Basilica dei Santi Maria e Donato di Murano), formò generazioni intere di studenti. Fu anche preside, dal 1973.

L'impegno politico e scolastico non gli impedì di dedicarsi con grande energia all'attività di scrittura e a quella all'interno di diversi enti culturali: nel 1957 De Biasi divenne socio residente dell'Ateneo Veneto, dell'Istituto per la storia del Risorgimento e della Deputazione di storia patria per le Venezie, della quale rivestì anche il ruolo di segretario dal 1983 al 2003. tutto ciò senza dimenticare la sua isola, dove fu presidente per circa vent'anni della Cooperativa muranese mista (fondata nel 1903 con il nome di Cooperativa muranese di consumo dall'allora parroco di San Donato, mons. Luigi Cerutti, attraverso la quale si realizzò il primo esempio in Italia di “case popolari a riscatto assicurativo”).

La sua produzione storica e saggistica fu imponente e per alcuni versi sorprendente: dall'indagine delle cronache storiche sulle origini di Venezia (“La cronaca di Giovanni Diacono”, 1986) alla toponomastica (“Toponomastica a Venezia”, del 1981, seguita da “Toponomastica a Murano”, nel 1983, e da “Toponomastica “Toponomastica a Venezia: criteri per una generale revisione”, nel 1987); dai Murazzi e le difese del mare (“Murazzi: le muraglie della paura”, 1999) alla Festa della Sensa e al Gonfalone di San Marco (“Il Gonfalone di San Marco: analisi storico-araldica dello stemma, gonfalone, sigillo e bandiera della città di Venezia”, 1998).

Difficile poi ricostruire l'attività saggistica di Mario De Biasi in favore di diverse riviste, sulle quali sono comparsi negli anni articoli sulle tematiche trattate nei suoi libri, ma anche sulla storia del vetro, sul Bucintoro, o nel ricordo di personaggi veneziani. Nel 1963 fu eletto consigliere accademico dell'Ateneo Veneto, e poi revisore dei conti, per diventarne infine bibliotecario dal 1982 al 2005, dedicandosi con scrupolo e rigore alle pratiche archivistiche, incrementando le acquisizioni e assicurandosi che le opere fossero messe a disposizione della comunità di studio.

De Biasi fu sempre molto attento alla valorizzazione dei giovani talenti e non esitò mai a rispondere personalmente – con grande pazienza – alle molte lettere di richiesta su ricerche e informazioni storiche che riceveva in relazione a Venezia o a Murano; nello stesso tempo, non esitò a trattare con severità quegli scritti che non rispondevano, secondo la sua lunga esperienza didattica, ai criteri di rigore che contraddistinsero sempre il suo stesso operato.

A tanta attività pubblica corrispose una vita privata quasi frugale: Mario De Biasi visse da solo in un piccolo appartamento di Murano circondato da pile di libri, che dal pavimento salivano verso il soffitto. Si spense nella sua isola il 23 febbraio 2015, a 91 anni d'età.

 

Ultimo aggiornamento: 17:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA