Sabato 16 Marzo 2019, 23:01

Litiga con i genitori per i brutti voti, a dieci anni si barrica sul terrazzo

PER APPROFONDIRE: marghera, polizia, vigili del fuoco
La polizia è intervenuta sul posto

di Monica Andolfatto

MARGHERA - Un banale litigio con mamma e papà per i brutti voti a scuola. Resta a casa con i nonni e finito il pranzo va in camera da letto. Ma non per dormire o studiare. All’improvviso chiude la porta a chiave e si barrica sul terrazzo al secondo piano, sporgendosi in maniera pericolosa dalla balaustra. Non risponde ai richiami, non vuole aprire. Il peggio viene evitato grazie all’intervento di un poliziotto che riesce a stabilire un contatto, lo distrae parlando e poi, saltando dall’appartamento a fianco, lo raggiunge e lo abbraccia. Attimi di paura ieri verso le 13.30 a Marghera quando un bambino di 10 anni alquanto agitato era da solo sul balcone al secondo piano di una palazzina e si rifiutava di far accedere i congiunti. Temendo qualche azzardo o qualche imprudenza i nonni hanno dato subito l’allarme e la segnalazione giunta nelle sale operative di 113 e 115 è di un bimbetto che minaccia di gettarsi di sotto.
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5 di 13 commenti presenti
2019-03-18 07:34:25
lo ripeterò sempre... bambini VIZIATI..
2019-03-17 15:43:26
La teoria che al bambino deve essere concesso tutto altrimenti cresce non abbastanza consapevole di se stesso o selfconfident come si dice in inglese e con una non sufficiente capacità di imporre la propria volontà non è vera, in quanto il bambino da entità egocentrica deve un poco alla volta comprendere di essere un individuo sociale, che ha bisogno di essere a contatto con una realtà fatta di socialità per sviluppare pienamente la propria individualità. Se cresce poco disponibile ad accettare le frustrazioni, che al pari delle gioie e soddisfazioni fanno parte dell'esistenza di ognuno di noi, il pericolo che si rifugi in paradisi artificiali ,( v. assunzioni droghe) o che diventi inabile a creare un interscambio lavorativo proficuo, diventando di fatto un asociale è decisamente molto alto. L'idea del soggetto forte che sottomette tutti gli altri con la prepotenza è un'idea di fatto da perdenti e sfigati che cozza con la realtà. Si deve crescere con la convinzione di valere, ma si deve riconoscere anche il valore altrui. Le generazioni che ci hanno preceduto avevano questa saggezza e infatti ti dicevano di batterti per le tue opinioni, ma anche di saper chiedere scusa se ti eri sbagliato. Il concetto di rispetto, che non è timore, dell'altro ti veniva inculcato fin da piccolo.
2019-03-19 00:22:33
Il soggetto non dovrebbe necessariamente "imporsi" sottomettendo gli altri con la prepotenza, ma deve essere in grado di "proporsi" e di farsi accettare grazie alla assertivita'. Il confine tra tollerare le frustrazioni ed esserne sopraffatti e' sottile. Si rischia di scivolare nello stadio che gli etologi dicono di "impotenza appresa" che porta ad una vita vuota, pavida, insicura, povera di felicità. Troppi genitori educati col vecchio principio del "rispetto acritico" hanno generato figli dal perfetto comportamento sociale che in realta' maschera complessi e nevrosi d'ogni genere.
2019-03-17 14:41:42
E' chiaramente un bimbo disturbato e bisognoso di uno psicologo dell'età evolutiva.
2019-03-17 13:33:54
Che abbia bisogno di un lungo percorso con uno psicologo mi pare ovvio. Che poi abbia bisogno di un'educazione che i genitori non possono dargli pure.