Baby vandali devastano il Multisala abbandonato, era costato quattro milioni di euro Foto

Danneggiate prima le porte, poi la biglietteria, quindi la hall al piano superiore e infine le tredici sale

Venerdì 31 Marzo 2023 di Fulvio Fenzo
MARGHERA L'ex cinema multisala devastato dai ragazzini

MARGHERA - «Dove andiamo oggi pomeriggio?». «Andiamo al cinema, c’è da divertirsi». Pare di vederli questi gruppi di ragazzini che, da mesi, si danno appuntamento nell’ex multisala di Marghera tra il Leroy Merlin e la Nave de Vero e, sistematicamente, ne devastano un pezzo dopo l’altro.

Prima le porte, poi la biglietteria, quindi la hall al piano superiore e infine le tredici sale, senza dimenticare la sala giochi o il magazzino nel quale, giovedì e poi di nuovo domenica scorsa, è scattato l’allarme per un doppio principio di incendio con intervento di vigili del fuoco e polizia.

«Sono giovanissimi, avranno tra i 10 e i 15 anni, 17 al massimo - raccontano dal Leroy Merlin, l’ipermercato del bricolage che è a fianco dell’ex multisala abbandonato da quasi un anno -. Ci sono dei gruppetti di ragazzini che si ritrovano qui praticamente ogni pomeriggio, e poi li vedi sparire dentro l’ex cinema. Sono mesi che segnaliamo questa situazione, anche perché noi dobbiamo proteggere i nostri clienti. Certo, passa la polizia ed abbiamo la nostra vigilanza. Ma bisogna fare qualcosa».
Non ha nemmeno vent’anni e, complici i vandali, è già un rudere. Il multisala di via Colombara 46, inaugurato nell’aprile del 2004, ha vissuto tre chiusure dopo aver aperto con il marchio di “CineStar Italia”, per passare nel 2007 alla catena Uci Cinemas che ha resistito fino all’ottobre 2020, alzando bandiera bianca nel pieno della pandemia da Covid. La speranza del rilancio si era però riaccesa poco più di un anno dopo, nel novembre 2021, quando il multisala era stato rilevato da “Notorious Cinemas”, ma i proiettori delle 13 sale per un totale di 2.400 posti sono rimasti in funzione solo per una manciata di mesi: Notorious ha abbandonato il campo nel maggio 2022, ufficialmente per i costi eccessivi di gestione. E, da allora, è buio pesto in sala.
ACCESSO LIBERO
Le reti metalliche con il cartello “Accesso vietato ai non addetti ai lavori” sono pressocché inutili, visto che non sono nemmeno bloccate a terra. Entrare all’interno poi è stato un gioco da ragazzi, con le porte divelte e i deboli pannelli in compensato abbattuti con un calcio, fino all’altroieri pomeriggio quando sono arrivati gli operai - assieme all’assessora comunale alla Sicurezza urbana Elisabetta Pesce e ad un delegato della proprietà - per installare le prime griglie metalliche di protezione. Ma dentro è già solo disastro e devastazione: si cammina su “tappeti” di vetri in frantumi, resti di polvere degli estintori svuotati, pezzi dei registratori di cassa, pannelli dei controsoffitti da cui pendono cavi elettrici e tubi vari, e perfino porte staccate dalle pareti. Le scale mobili e quelle normali è come se fossero state bombardate e al piano superiore da dove si accede alle sale, l’intero spazio dove si vendevano bibite e popcorn è un’altra “sala giochi” per vandali che non hanno dimenticato di demolire nulla. Infine, le sale delle proiezioni dove, nel buio più totale, bisogna accendere le torce. Ed è un altro colpo al cuore, tra schermi strappati, poltrone sfondate e perfino resti di pellicole tirate giù dal locale del proiezionista.
In tutto questo disastro non mancano i pericoli, perfino nell’area esterna. Le porte degli ascensori sono state sfondate e basta mettere un piede dentro per finire giù nel vano interno, perché le cabine sono tutte nell’interrato. Ancora: al primo piano sono state infrante le vetrate affacciate su via Colombara, quelle all’altezza del pavimento che, quindi, non ha più nessuna protezione. Qualcuno, poi, avrebbe visto dei giovani salire anche fino al tetto dell’edificio, perché pare che una delle “gare” tra le bande di ragazzini sia proprio quella di trovare nuovi spazi e percorsi all’interno dell’ex multisala, anche facendosi strada tra le condotte dell’aerazione. E che questa volta la devastazione non sia attribuibile agli sbandati che imperversano in altri edifici abbandonati della terraferma è l’assenza di resti di bivacchi o di siringhe lasciate in giro, come i graffiti - decisamente “elementari” - che non possono che essere opera di baby-vandali. Sì, baby-vandali ma comunque già in grado di competere con qualsiasi impresa di demolizioni nel distruggere questa struttura che, agli inizi degli anni Duemila, costò oltre quattro milioni di euro.
 

Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 17:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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