La marcia a piedi dei no vax da Venezia a Roma guidata dal giudice e dal portuale negazionisti

Venerdì 7 Gennaio 2022 di Monica Andolfatto
La marcia fa tappa ad Oriago
8

VENEZIA - L'hanno chiamata la marcia pacifica per la libertà, quella di non vaccinarsi, quella di dire no al green pass.
A guidarla due celebrità del fronte no vax: il capo dei portuali Stefano Puzzer e l'ex giudice Paolo Sceusa, entrambi di Trieste. Ed è partita ieri da Venezia per attraversare l'Italia e arrivare a Roma.
La prima tappa si è conclusa a Dolo, in Riviera del Brenta. La seconda prevede l'arrivo a Padova e poi dalla città del Santo verso la capitale, destinazione finale della «camminata gioiosa e pacifica, senza cartelli, una cosa semplice, fatta con il cuore» come ha spiegato il camallo giuliano negli interventi in diretta trasmessi su you tube. Il ritrovo attorno alle nove in piazzale Roma, porta d'ingresso alla città lagunare: chi giunto in treno, chi accompagnato in auto da tutto il Veneto e no solo. Ad aspettare i partecipanti anche la Digos che ha appreso dell'iniziativa tramite i canali social attraverso cui è stata annunciata e propagandata a uso e consumo del popolo avverso ai vaccini.
Una semplice passeggiata per l'ideatore e promotore Sceusa, una manifestazione non comunicata e quindi non autorizzata per la questura che ha già provveduto a denunciare l'attivista.


IL PERCORSO

Anche sui partecipanti è il solito balletto di cifre: per la polizia si è toccata la punta massima di 350 presenze poi stabilizzate a 200, per Puzzer almeno mille.
Il serpentone, che non ha recato alcun disagio al traffico, si è snodato lungo il ponte della Libertà, quindi ha puntato su Marghera, oltrepassando il centro commerciale Nave de Vero per poi svoltare sulla Regionale 11, la strada sulla quale si affacciano fra le ville venete più belle e che conduce a Mira e poi a Dolo. Circa trenta chilometri che gli anti-immunizzazione hanno percorso a piedi in circa sei ore. A raccontare clima e ragioni in particolare Puzzer che si è ritratto insieme a simpatizzanti che gli dimostravano sostegno e solidarietà. Poche mascherine indossate nonostante l'obbligo anche all'aperto dato che il Veneto è in zona gialla.


LE ADESIONI

Diverse le adesioni in particolare dall'Emilia Romagna, con associazioni come Modena Libere Menti e La gente come noi E.R, che hanno spiegato che si tratta di una sorta di pellegrinaggio con l'obiettivo farneticante di risvegliare le coscienze dei partecipanti affinché ognuno diventi leader di se stesso senza aver bisogno di un pastore unico attaccando quindi il mainstream che predica la vaccinazione per combattere il covid. Inutile sottolineare che l'Epifania dello scorso anno, senza vaccino, eravamo tutti costretti a casa per il lockdown e che la marcia, con tanto di mascotte a quattro zampe, la cagnetta Ginger non si sarebbe potuta fare.
La carovana di gente non ha mancato di destare stupore e curiosità ma anche timori di assembramenti. Come avvenuto al passaggio di Oriago, frazione di Mira, dove sono intervenuti i carabinieri in via precauzionale.

Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio, 10:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci