Brugnaro, il suo partito conquista 2 scranni in Calabria: «E ora ci prepariamo per le elezioni in Sicilia»

Venerdì 8 Ottobre 2021 di Angela Pederiva
Luigi Brugnaro sindaco di Venezia e fondatore di "Coraggio Italia"
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VENEZIA - Nella prova d'ingresso nell'agone della politica, Coraggio Italia ha incassato 43.159 voti, che corrispondono al 5,66% del totale e che valgono 2 scranni in Calabria. Buona la prima per Luigi Brugnaro, il sindaco di Venezia al debutto come leader di partito in una competizione elettorale. «I calabresi - dice il fucsia - hanno dimostrato di credere ancora nel loro futuro. Ho sentito il presidente Roberto Occhiuto e ha le idee molto chiare, sarebbe bello se dopo anni di divisioni si realizzasse per davvero l'unità d'Italia».

Intende dire che questo può essere un inizio?
«Deve esserlo. Dobbiamo consolidarci nel Paese: siamo partiti con un folto gruppo, ma dobbiamo andare negli ottomila Comuni ed essere presenti casa per casa. Quando faccio una cosa mi impegno al 100%, è così che arrivano le soddisfazioni belle, com'è quella di rendere Venezia e il Veneto un centro di smistamento delle idee per tessere rapporti di fiducia nazionali, grazie anche all'attenzione riservata alla nostra regione per merito del governatore Luca Zaia».

Ha esportato il modello Veneto in Calabria?
«No, sono andato a imparare da gente che ha sempre subìto la marginalità delle periferie con anni di promesse mancate. Ora è arrivato il momento che il popolo del lavoro si metta in moto, cominciando da eccellenze che possono essere a Reggio Calabria come a Bolzano».

Non teme il rischio delle infiltrazioni criminali?
«Ho trovato gente molto gentile, che affronta la fatica di fare impresa in territori difficili. Ma in questo serve fratellanza: per quanti anni Roma ci ha raccontato un sacco di frottole e aspettiamo ancora l'autonomia? Dobbiamo lavorare tutti insieme».

Il centrodestra ha vinto in Calabria, ma ha perso a Milano, Bologna e Napoli: come giudica la prestazione complessiva?
«Noi siamo stati fuori da qualsiasi competizione in giro per l'Italia, la Calabria è stata l'unico luogo in cui abbiamo voluto spendere il marchio e abbiamo ottenuto un bel risultato. Sono altre le sedi in cui discutere di eventuali errori della coalizione. Forse andrebbe sviluppata un'idea di allargamento: sarebbe meglio non decidere il destino delle persone senza coinvolgerle».

Rivendicherete posti nella Giunta calabrese?
«Non ho mai rivendicato niente in vita mia. Quando sarà, vedremo. Quello che ci interessa è dare un futuro alla parte liberale e democratica, quella che come me ha cambiato voti continuamente sentendosi spesso tradita. Dobbiamo parlare ai disillusi che pagano le tasse, intercettare i delusi che hanno votato Cinquestelle pensando giustamente a un periodo di onestà e trasparenza, recuperare gli elettori di centrodestra abbandonati nel civismo senza partito sui vari territori. Lo spazio è molto grande e aperto a tutti, dopo la pandemia possiamo tirare una riga e unificare storie politiche diverse».

Perché a Conegliano si è esposto per l'azzurro Fabio Chies?
«È un amico, un sindaco molto bravo e che considero civico, in una fase in cui Forza Italia sta vivendo molti cambiamenti, per usare un eufemismo. Lo stimo, so che ha ben amministrato la città e ho ritenuto giusto segnalare questa sua capacità, anche di non prendere ordini da nessuno. Non credo avrà bisogno di me al ballottaggio, ma se serve, sono qua. Mai contro nessuno, il mio metodo è agire senza astiosità e senza rancori».

Chiusa questa tornata, a cosa punterete?
«Adesso dobbiamo aprire il tesseramento, che avevo dovuto sospendere per le elezioni in Calabria. Prenderò la tessera anch'io, la prima in 60 anni di vita. Avvieremo la campagna in tutta Italia e si sceglierà di volta in volta dove candidarsi. Sicuramente guardiamo già alle amministrative di primavera e saremo presenti in Sicilia».

Farete altri acquisti di deputati e senatori?
«Non sono acquisti, ma scelte libere dei parlamentari, che costituendo il gruppo ci hanno dato la credibilità di andare a fare politica tra la gente. Vedremo se questa area ha senso di esistere, ma io sono fiducioso e sicuro che sia necessario difendere la libertà. Comunque sì, ne arriveranno tanti».

Quanto ha speso finora per Coraggio Italia e per le Regionali?
«Perché non lo chiede alla Lega?».

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