Brugnaro: «Stadio da 16.000 posti, palazzetto, piscina: la Città dello sport a Tessera»

Lunedì 31 Maggio 2021 di Davide Scalzotto
Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro
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VENEZIA La macchina si è rimessa in moto. Non da ieri, ma da mesi. La promozione in serie A del Venezia ha solo dato una ripartenza, parola stra-usata in questo periodo. Perché Venezia non solo ha bisogno di un nuovo stadio, ma anche di un palasport, di impianti che sappiano sfruttarne appieno una dimensione sportiva nuova, che non può prescindere dal rilancio di immagine ed economico.


Sindaco Brugnaro, andiamo con ordine. L'altro ieri, dopo la gara col Cittadella, ha fatto un tweet in cui ha riaperto la partita per il nuovo stadio. Qual è la sua idea?
«Fare in fretta, prima possibile. Ripartire da quanto approvato dal consiglio comunale. Pensare non solo a uno stadio, ma a una Città dello sport con anche un palazzetto, un impianto di atletica, una piscina olimpionica che nel Veneziano, la terra di Federica Pellegrini, non c'è. Un'area sportiva, ma anche per concerti, manifestazioni».


Dove e come?
«L'area è quella, il Quadrante di Tessera. Il come? Ce lo faremo noi, lo farà la città, in parte con finanziamenti che già abbiamo, in parte ricorrendo a un investimento remunerativo a debito. Avevamo anche pensato a strumenti come il Recovery Fund, c'è il palasport inserito tra i progetti finanziabili, ma non resto òì ad aspettare, non abbiamo mai chiesto niente a nessuno. Faremo da soli, senza schei dello Stato o dall'Europa. Altre città hanno avuto soldi per Olimpiadi, Colombiadi, impianti, fondi speciali... Noi facciamo da soli. Non possiamo più aspettare. Dobbiamo dare risposte a un'area importante, a una dimensione sportiva di assoluta rilevanza, alla nostra gente, ai giovani e alle impresa».


Addio Pili?
«Ah lì c'era un privato che aveva un progetto... C'è conflitto di interessi? Va bene, molliamo tutto, faremo altre cose. Non mi interessa stare lì a polemizzare. Abbiamo individuato l'area nel nuovo Quadrante, facciamo tutto là».


Tempi e costi?
«Entro l'anno definiremo tutto. Costi? Da parte del Comune penso a un investimento di circa 150 milioni. Abbiamo contatti con società specializzate sia nella pianificazione finanziaria che progettuale, oggi nel mondo ci sono realtà in grado di definire tutto. Selezioneremo un paio di questi interlocutori e partiremo. Coinvolgeremo anche i privati, magari faremo più stralci in modo che ognuno possa realizzare qualcosa in un quadro complessivo omogeneo».


In quel Quadrante un progetto c'era già (ne parliamo nel pezzo sotto, ndr) con zona commerciale, hotel, tutto a ruotare attorno all'aeroporto. Resta quello il piano?
«Magari toglieremo l'hotel e l'area commerciale, puntiamo diritti agli impianti sportivi degni di Venezia e della sua area metropolitana. Abbiamo fatto le nostre osservazioni al progetto della linea ferroviaria per l'aeroporto e abbiamo chiesto una stazione proprio nel Quadrante. La Regione è d'accordo. Ci sarà un cambio della viabilità, con una bretella che uscirà dalla tangenziale e si innesterà davanti alla rotonda del Marco Polo, tutto con il coinvolgimento di Save. Il piano per attrezzare l'area con le infrastrutture c'è già, ora si tratta di progettare la Cittadella dello sport dal punto di vista finanziario ed edilizio».


Che tipo di impianti ha in mente?
«Un palasport da 12mila posti, uno stadio da 16mila per quanto riguarda calcio e basket. Ma come ho detto non penso solo allo sport».


Un progetto che lei rischia di iniziare da sindaco, ma di vedere concluso magari quando non lo sarà più, visto il suo rilancio sul piano nazionale...
«Oggi restiamo su Venezia, la politica nazionale avrà altri momenti».


E intanto il Venezia resterà al Penzo...
«Assolutamente sì. Si sono fatti avanti i sindaci di Padova, Trieste, Ferrara per ospitarci. Ma la casa del Venezia è il Penzo, lì si giocherà la prossima stagione. Abbiamo sentito la società e la Federazione: la Figc è disposta a concedere la deroga di un anno. Dopo sinceramente però, parere mio, faccio fatica a immaginare una struttura come il Penzo attrezzata in modo stabile per la serie A, con tutti i servizi che un impianto del genere richiede.


Da sindaco e imprenditore, come vede l'avventura del Venezia in A? Servirà tutta un'altra dimensione.

«Conosco bene Duncan Niederauer: persona seria. La società è fatta da persone serie. E Poggi e Collauto sono due dirigenti nostri. Un gran bel mix, c'è voglia di fare bene. Queste sono le premesse che ci hanno convinto a investire nello stadio, nella Cittadella dello sport. Sarà un progetto di tutta la città, non di Brugnaro. Poi ci sarà chi comunque troverà modo di fare polemica. Ma non mi interessa. Vogliamo fare presto».

 

Ultimo aggiornamento: 10:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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