Zaia: «AstraZeneca solo sopra i 60 anni. Terapie intensive al limite del 30%». Critiche all'Ema: «Quando piove si chiude in casa» Video

Giovedì 8 Aprile 2021 di Raffaella Ianuale
Il presidente del Veneto Luca Zaia
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Il presidente Luca Zaia in diretta oggi, 8 aprile, per il consueto punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera. Gli ultimi dati sul fronte contagi e gli aggiornamenti sulla campagna vaccinale in Veneto nel bollettino della mattina.

L'Rt in Veneto ad oggi è sceso a 0,96, mentre l'incidenza dei contagi è di 160,3 positivi ogni 100mila abitanti. In Veneto in via prudenziale il vaccino AstraZeneca verrà somministrato solo alle persone con più di 60 anni, ma il presidente del Veneto critica l'Ema, l'agenzia europea del farmaco, che ha fatto ricadere sugli Stati la decisione e quindi la responsabilità di non somministrare AstraZeneca sotto i 60 anni.

IL BOLLETTINO

Il Veneto registra 1.241 contagi Covid nelle ultime 24 ore, e 24 decessi. I nuovi positivi sono il risultato delle analisi di 44.878 tamponi, pari ad una incidenza del 2,76%. Il totale degli infetti dall'inizio dell'epidemia sale a 392.294, quello delle vittime a 10.861. Continua a scendere il numero dei soggetti attualmente positivi, 34.139. I pazienti Covid ricoverati sono complessivamente 2.268, meno 200  rispetto al picco registrato il 31 marzo scorso, e 30 in meno rispetto alla giornata di ieri; in particolare, 1.947 (-28) sono i posti letti letto occupati nei reparti non critici, 321 (-2), quelli nelle terapie intensive.

TERAPIE INTENSIVE

Le terapie intensive sono al 30% quindi alla soglia limite, mentre in area non critica i ricoveri sono al 27% con la soglia massima che è al 40%.

«Siamo ancora preoccupati. Finché non calano in maniera vistosa i ricoveri, non diminuiranno i pazienti nelle terapie intensive e quindi non diminuirà nemmeno la mortalità - dice Zaia - Nella prima ondata avevamo un rapporto ricoverati in area non critica/terapie intensive di 6 a 1. Con la seconda siamo passati a 8 su 1, un terzo di incremento dell'area non critica. In questa ultima ondata abbiamo 5,5 pazienti in area non critica su 1 in terapia intensiva. L'area non critica è precipitata, ma cresce la terapia intensiva. Noi ricoveriamo mediamente 80-100 persone al giorno, e calcoliamo che mediamente il 10-15% finisce in terapia intensiva, fra qualche giorno o fra qualche settimana. Quindi di 2.000 persone che si contagiano ogni giorno, 100 finiscono in ospedale, e 13 finiranno in terapia intensiva. Ricordo che sopra i 60 anni tre su 100 perdono la vita».

VACCINI

Eseguiti  34.681 vaccini in un giorno, il 77% degli over ottanta è stato vaccinato. Sotto i 60 anni in questa fase, in via prudenziale, in Veneto non si effettuano i vaccini AstraZeneca. Sopra i 60 anni invece viene somministrato AstraZeneca a meno che non ci siano indicazioni diverse da parte dei medici. Finiti gli ottantenni, si iniziano i vaccini dei settantenni. «Il Veneto ha deciso in questa fase di non fare più il vaccino AstraZeneca sotto i 60 anni - spiega Zaia - il ministero ha chiarito che i richiami sono AstraZeneca su AstraZeneca a prescindere dall'età, perché chi lo ha già fatto e non ha avuto problemi lo può rifare».

ASTRAZENECA SOLO AGLI OVER 60

«In Veneto tra over 60 e vulnerabili abbiamo due milioni di cittadini, queste sono le priorità. Le indicazioni su AstraZeneca spero che ci facciano chiudere il target - spiega Zaia - l'unica cosa  è che ci restano pochi vaccini. E se ne abbiamo pochi non si va avanti. Oggi è una giornata felice perché abbiamo fatto 34.681 vaccini, siamo al 77% della copertura degli over 80, con 27.510 prime dosi. Abbiamo 199mila vaccini a disposizione, per fine serata saranno 160mila, li divoriamo. Di questi 68mila erano AstraZeneca, 93 mila Pfizer e 37 Moderna».

«Abbiamo capito che l'Ema quando c'è brutto tempo evita di uscire di casa - prosegue Zaia - Ema ha detto agli Stati di decidere. Poi vien fatta la 'raccomandazione' di utilizzare il vaccino AstraZeneca al di sopra dei 60 anni. Ma la parola raccomandazione non vuol dire 'obbligatorietà' a non usarlo sotto i 60 anni».

RIAPERTURE GRADUALI

Oggi in programma una video-conferenza tra i presidenti di Regione in  previsione dell'appuntamento del pomeriggio con il  premier Mario Draghi.

«La nostra posizione resta di buon senso, di gradualità, ma soprattutto di affrontare questa nuova stagione che non può essere la stagione di chiusura senza se e senza ma - dice Luca Zaia, in vista della riunione di oggi delle Regioni con il premier Draghi -  Chi predica la chiusura sicuramente lo fa su una base scientifica. Io dico invece un'altra cosa: se uscite mettetevi in sicurezza, non fate assembramenti e possiamo pensare a un percorso di lenta riapertura, perché le imprese che soffrono ci chiedono un minimo di prospettiva. Non passi mai il concetto che banalizzo la situazione sanitaria. Abbiamo 2.300 pazienti, che non è normalità. Le Terapie intensive sono arrivate alla soglia del 30%, l'area non critica è al 26% su una soglia massima del 40%».

VACCINAZIONE OPERATORI SANITARI

Sono poco meno di 10mila gli operatori sanitari che in Veneto non hanno ancora ricevuto il vaccino. «Il decreto che prevede l'obbligatorietà dei vaccini agli operatori sanitari sta ottenendo risultati - conferma Zaia - in molti stanno chiedendo  di sottoporsi alla vaccinazione».

PRENOTAZIONI AI VACCINI

Dal primo aprile, giorno di attivazione, sono state 130mila le prenotazioni ai vaccini nel nuovo portale della Regione Veneto che in una prima fase ha presentato alcune criticità. «Ora dobbiamo studiare la modalità - spiega il dottor  Roberto Toniolo di Azienda Zero - affinchè anche gli accompagnatori delle persone fragili debbano prenotarsi per poter ottenere il vaccino. Per i disabili vaccineremo un accompagnatore, mentre i conviventi degli estremamente vulnerabili sotto i 16 anni hanno diritto alla vaccinazione». I disabili e gli estremamente vulnerabili in Veneto sono 400mila.

L'ingegnere Luca Giobelli, tecnico della Regione Veneto, spiega gli aggiustamenti al portale per le prenotazioni dei vaccini. Da fine settimana, qualora il codice fiscale del paziente non venisse riconosciuto, sarà possibile "forzare" il sistema e rilasciare una auto-dichiarazione. «Se l'utente non viene inserito per la vaccinazione attraverso il codice fiscale - spiega Giobelli -  ma ritiene di averne diritto può auto-dichiararlo e poi porterà la documentazione che attesta il suo diritto ad ottenere il vaccino al momento della somministrazione»

Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 12:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA