Nuove minacce contro Luca Zaia e un altro raid dei no vax al centro tamponi

Lunedì 10 Gennaio 2022 di Alda Vanzan
Le minacce al presidente Luca Zaia e i carabinieri al centro tamponi di Casier
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VENEZIA - A quasi due anni dall’inizio della pandemia, con il Paese ancora in pieno stato di emergenza e continue, nuove disposizioni per cercare di contenere i contagi, a crescere non sono solo il numero dei positivi e dei ricoveri, ma anche le proteste e la tensione, ormai generalizzata e trasversale. Si lamentano i no-pass e i no-vax, ora a rischio multa visto che per chi ha più di 50 anni è scattato l’obbligo vaccinale. Si lamentano i vaccinati costretti a interminabili ed estenuanti code ai Covid Point o nelle farmacie per sottoporsi ai tamponi di controllo dopo essere entrati in contatto con un positivo. E poi ci sono le proteste che degenerano in atti vandalici, com’è accaduto la scorsa notte a Dosson di Casier, nel trevigiano, ai danni del centro tamponi. O che si tramutano in minacce: dopo gli attacchi sui social network, ora contro il governatore del Veneto Luca Zaia si è ritornati alla vernice sui muri. “Zaia mafia della morte” è la scritta trovata ieri mattina a Venezia, vicino agli uffici dell’Ulss 3 Serenissima.

IL RAID
Raid vandalici di chiara matrice no-vax c’erano già stati nella regione. Un mese fa nel centro vaccinale dell’ex Maber di Villorba, il più grande della Marca trevigiana, i vandali avevano rotto rubinetti e lavandini, staccato i doccini di tre bagni e lasciato aperto quello del quarto così da allagare il controsoffitto, fino a spargere escrementi in tutta la stanza. La settimana prima di Natale un sabotaggio al Covid Point di Altivole dove l’impianto elettrico era stato messo fuori uso. Prima ancora al centro vaccinale PalaExpo di Marghera i vandali si erano divertiti a tagliare le gomme e strisciare le portiere delle auto di servizio dell’Ulss e di alcuni operatori. E ancora all’ex Maber il 29 dicembre è stata abbandonata una bombola di gpl, vuota.
L’altra notte un nuovo attacco, stavolta al centro tamponi di Dosson di Casier. Ignoti hanno rimosso alcuni dei cartelli che indicano come raggiungere la struttura e tentato di forzare il container di accettazione, dove sono custoditi i moduli da compilare prima di sottoporsi al test. Poi hanno spaccato una finestrella del container, rubato un estintore dalla vicina tensostruttura e infine gettato nel fosso alcune transenne.
 

LE MINACCE
Dai vandalismi alle minacce. Finora contro il presidente del Veneto gli insulti e le intimidazioni viaggiavano in Internet, sui canali social. Il caso più clamoroso il 16 dicembre 2020 quando su Facebook è stato postato un filmato che spiegava dettagliatamente il tragitto per arrivare a casa del governatore, con la colonna sonora del film “Il padrino” in sottofondo e il sarcastico invito a portare «un caloroso saluto» al presidente della Regione. 
Adesso, le scritte sui muri. A Venezia, vicino agli uffici dell’Ulss 3 Serenissima, nella notte tra sabato e domenica è stato scritto con la vernice rossa “Zaia mafia della morte”. Anche in questo caso la matrice sarebbe sempre legata ai no-vax. «Considero molto grave quello che sta accadendo, il clima non è respirabile - aveva detto lo scorso mese Zaia commentando le minacce giunte anche al premier Mario Draghi -. Spero che qualcuno prenda in seria considerazione questo fenomeno».
 

Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 08:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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