Spritz-tour, nasce l'idea di trasferire la movida veneziana al porto e al Tronchetto

Martedì 26 Ottobre 2021 di Roberta Brunetti
Un'immagine di campo Santa Margherita a Venezia

VENEZIA - Chiusure anticipate dei locali prima della mezzanotte, oltre ai controlli serrati, per tenere a freno la movida sempre più alcolica e molesta di campo Santa Margherita. Le chiedono con forza i residenti esasperati, ma a Ca’ Farsetti, per il momento, prendono tempo. Nella maggioranza di Luigi Brugnaro, c’è un’ala pronta ad appoggiare le richieste degli abitanti, ma un’altra più attendista, che non vuole colpire le attività commerciali del campo. E il sindaco, a cui spetta la decisione ultima, pare tentennare, tra le prospettive opposte di scontentare abitanti o esercenti.

Così l’ordinanza che dovrebbe introdurre i nuovi limiti a Santa Margherita e nelle altre zone della vita notturna veneziana, Ormesini e Rialto, è ancora in lavorazione.

A breve dovrebbe, invece, partire una campagna di sensibilizzazione sulle regole già esistenti - come il divieto di vendere alcol da asporto dopo le 21 o l’obbligo di pulire davanti ai locali -, ma rimaste a lungo lettera morta. Mentre si torna a ragionare anche di un distretto del divertimento, da creare nell’area portuale della marittima, lato Tronchetto, che ora si ritrova svuotata dalle crociere. Progetto ambizioso, tutto da costruire, immaginato come soluzione a lungo termine per dare una risposta anche alle esigenze di chi vuole vivere la notte, vitalizzando un’area senza abitazioni. Si vedrà...Intanto l’ultimo fine settimana a Santa Margherita ha riportato i controlli di Polizia locale. Soprattutto il venerdì e il sabato, visto che domenica gli agenti erano impegnati sul fronte maratona. Una presenza intensificata, dopo gli eccessi di un mese fa con le relative proteste degli abitanti. E che sta producendo multe e sanzioni. Non solo ad avventori maleducati, ma anche ad alcune attività del campo. Basterà?

Gli abitanti sono ovviamente soddisfatti della stretta sui controlli, ma insistono pure sugli orari di chiusura. Anche ieri mattina si sono svegliati con gli effetti di questa movida: calli usate come latrine, tracce di vomito e sporcizia abbandonata. Super-lavoro, come al solito, per gli operatori di Veritas. Ormai da anni, chi poteva ha sbarrato con cancelli l’ingresso delle propri corti per evitare di ritrovarsele insozzate la mattina dopo. Ed ecco la richiesta della linea dura. «I controlli vanno benissimo - spiega un residente, tra gli attivisti del comitato anti-spaccio - e stanno dando dei risultati. Ma servono anche dei limiti agli orari di chiusura.

Lo stanno facendo a Chioggia per Piazza Europa. Perché non sperimentarlo anche qui, magari per un periodo. Potrebbe bastare una chiusura tra le 23 e le 24 di tutte le attività. Ora ci sono locali che si stanno organizzando per proporre serate anche durante la settimana: c’è già quella del gin, quella della musica dal vivo. In questo modo i controlli nei fine settimana non basteranno più». Situazione pesante per i residenti che chiedono la stretta per tutti. L’ordinanza ipotizzata dal Comune, come noto, limiterebbe l’orario alle 23 solo per take away e alimentari, lasciando a bar e ristoranti la possibilità di chiudere alle 2. Questo l’accordo raggiunto tra l’assessora alla Sicurezza, Silvana Tosi, e quello al Commercio, Sebastiano Costalonga, in attesa dell’ultima parola del sindaco.

Le sensibilità sull’argomento, all’interno della Giunta, sono varie. Tosi era più propensa a limitare gli orari. Dopo un sopralluogo in campo, ha dato ragione agli abitanti riconoscendo i disturbi che lamentano. Costalonga - che è anche socio dell’Orange, uno dei bar del campo - crede più nell’efficacia dei controlli, per colpire chi davvero sgarra. In passato, contro una precedente ordinanza della Giunta Orsoni che imponeva la chiusura anticipata dei locali di Santa Margherita, gli esercenti erano ricorsi al Tar che gli aveva dato ragione. Questione complessa, tra interessi diversi. Altro tema, quello delle regole già in vigore. Non tutte applicate. Come quella di imporre il proprio brand sulle stoviglie da asporto e mantenere pulita la zona davanti al locale. Ora saranno al centro di una campagna di sensibilizzazione, da portare avanti di pari passo con controlli e sanzioni. Su questo tutti d’accordo.

 

Ultimo aggiornamento: 11:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA