Quattro giovani protagonisti e tanta avventura in "Naviganti di frodo": il romanzo per adolescenti di Maurizio Crema

Giovedì 24 Giugno 2021 di Riccardo Petito
L'Ultimo romanzo di Maurizio Crema

VENEZIA - «La scuola era finalmente finita, stop, chiusa fino a nuovo ordine, cioe settembre. E l'estate era appena iniziata, davanti avevamo mesi di sole e mare piu o meno libero». Conduce subito a soleggiate vacanze estive, o le rievoca nei lettori più attempati, l'incipit di Naviganti di frodo (Risfoglia, pp. 143, euro 15,90), ultimo romanzo del giornalista Maurizio Crema, vero e proprio romanzo di formazione dedicato ad una fascia di lettori adolescenti. I quattro giovani protagonisti «avevano una direzione e gliela comandava il vento, non dovevano fare nient'altro che assecondarlo, senza responsabilita, senza pensieri, tutt'uno col mare, la natura, il mondo».


Crema, che è anche responsabile delle pagine di economia del Gazzettino, ben delinea le personalità di ragazzi tra aneliti di libertà ma anche incomprensioni, proprie dell'età, e non si esime dall'affrontare dure diversità di vedute e status tra coetanei nati solo a pochi chilometri di distanza. In scena, entrano dure storie di degrado e violenza. L'amicizia si dimostrerà elemento unificatore del viaggio marittimo che i due fratelli Alvise e Silvia, con l'amico Daniele, intendono compiere di frodo: con l'imbarcazione di famiglia dal nome Per Elisa, non proprio adatta a lunghe navigazioni, si sposteranno per un tratto di Adriatico fino alle coste della Croazia.
Con un'ospite inattesa che i tre faranno salire a bordo: una ragazzina albanese costretta alla prostituzione, fuggita dal giogo del coetaneo persecutore che - con la scusa di una miglior vita in Italia e soprattutto il miraggio di un amore - l'aveva ridotta in schiavitù: confrontandosi con lei, inizialmente ostica e diffidente, i tre ragazzi avranno modo di crescere da un punto di vista umano e sociale.


Fra le pagine si inseriscono riflessioni sul diffuso e trasversale consumismo: si percepisce l'importanza di solidi valori da costruire nell'ambiente familiare prima, e in seguito da coltivare assieme alla propria cerchia di amici. Inevitabili le incomprensioni generazionali: il padre di Alvise e Silvia, giornalista, pare vivere nei precari anni Duemila con un immaginario intinto nella sicurezza del ventennio precedente. Lo stesso che acriticamente la madre, donna in carriera, abbraccia ciecamente in chiave commerciale. L'elemento della libertà è simboleggiato dall'apertura al mare e dalla passione per la vela, e i naviganti di frodo del titolo, che prenderanno in prestito, con incoscienza e sotterfugi dettati dall'età, la barca ormeggiata a Venezia, vivranno appieno un'esperienza che li segnerà per sempre. La complessa storia di Emira, la ragazza albanese salvata da quella che si potrebbe definire una vera e propria tratta, apre una parentesi nel libro, e la sua vicenda si risolverà con un finale a sorpresa.


Ciò di cui i naviganti, tappa dopo tappa e peripezie mai scontate, prenderanno piena coscienza, sarà proprio la diversità e l'ingiustizia che possono celarsi dietro l'angolo. Sempre accattivante la narrazione, e in questo Crema - che già aveva dato ampie prove in precedenti volumi di ben conoscere realtà dell'ex Jugoslavia - celebra ampiamente un'età dalla grande energia: all'orizzonte, l'imminente ingresso dei protagonisti fra gli adulti. Il marchio editoriale Risfoglia, varato dal celebre gruppo Armando Curcio e con cui Crema collabora per la prima volta, alternerà (ne è esempio proprio Naviganti di frodo), celebri e storici titoli per ragazzi a nuove proposte, destinate a imporsi e ad essere risfogliate nel tempo.
 

Ultimo aggiornamento: 13:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA