Le posizioni: ecco le scelte sul voto di domenica

PER APPROFONDIRE: referendum, venezia
Le posizioni: ecco le scelte sul voto di domenica

di Alvise Sperandio

Sono 4 le opzioni in campo per il voto di domenica: l'astensione, intesa come non andare proprio alle urne; il voto per il Sì; il voto per il No; l'invito ad andare a votare, ma senza dare indicazioni: se per il Sì, per il No o per lasciare scheda bianca.

Il primo avversario della separazione di Mestre da Venezia è il sindaco Luigi Brugnaro che invita i cittadini a starsene a casa. Con lui sono schierate la sua Lista Fucsia, ovviamente, e Forza Italia. Per l'astensione è anche l'associazione unionista Una&Unica, presieduta da Paolo Cuman e di cui sono portavoce Gianfranco Gramola e Silvia Mimmo, che se all'inizio sembrava propendere per il No, ora invita con decisione a non votare. Per non votare sono anche tutti gli ultimi sindaci di centrosinistra: Massimo Cacciari, Paolo Costa e Giorgio Orsoni. Gli astensionisti puntano ad affondare il referendum facendo mancare il quorum.
DIBATTITI CALDI
Per la separazione si battono gli otto comitati autonomisti che in questi due mesi hanno dato vita ad una campagna di dibattiti e confronti intensissima, nelle ultime settimane con in media un confronto al giorno: a Venezia ci sono il Movimento Venezia e Mestre Due Grandi Città di Marco Sitran, primo firmatario della legge d'iniziativa popolare per creare i due comuni; il Movimento Venezia Autonoma di Gian Angelo Bellati e Cesare Peris; il Gruppo 25 Aprile di Marco Gasparinetti; l'Associazione civica Venezia Serenissima di Giorgio Suppiej; in terraferma il Movimento per l'Autonomia di Mestre di Stefano Chiaromanni; Mestre Mia di Maria Laura Faccini e Andrea Sperandio; MuoverSì di Giovanni Armellin e Debora Esposti e la piattaforma Più Venezia e Più Mestre di Nicola Pianon, ultima scesa in campo in questo rush finale di campagna referendaria. Tra i partiti, sono schierati per il Sì il Movimento Cinquestelle, trainato dal fondatore Belle Grillo, Fratelli d'Italia, Felice Casson con la sua lista civica, la lista Venezia è tua dell'ex sindaco Ugo Bergamo, il Partito dei Veneti e i due consiglieri comunali del Gruppo Misto Renzo Scarpa e Ottavio Serena. E, poi, il critico d'arte Vittorio Sgarbi, lo scrittore Antonio Scurati, il regista Marco Balich che hanno fatto endorsement nei giorni scorsi, il professor Stefano Zecchi in rotta con Forza Italia e impegnatissimo pro separazione a tutto campo, i due storici mestrini Roberto Stevanato e Sergio Barizza. Per il Sì anche Italia Nostra e il Gruppo civico Venessia.com di Matteo Secchi.
IN ORDINE SPARSO
Schierati per votare, ma per votare No sono invece il Partito democratico, ma con le importanti eccezioni dei presidenti delle Municipalità di Mestre e del Lido Vincenzo Conte e Danny Carella, Articolo Uno e la Lista Boraso. Contrari alla separazione anche Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera, il presidente della Municipalità di Zelarino e Chirignago Gianluca Trabucco, il Psi, Rifondazione comunista, il leader dei centri sociali Tommaso Cacciari. Anche la Lega invita i cittadini a votare, ma non dà indicazioni di merito. Lo stesso fa Italia Viva. Quanto alle categorie economie, contraria alla separazione sono Confindustria e la Cna. Non danno indicazioni Confcommercio, Confesercenti (il cui direttore Maurizio Franceschi è favorevole all'astensione), gli albergatori dell'Ava (anche in questo caso il direttore Claudio Scarpa è per non votare), Confartigianato (il direttore Gianni De Checchi è separatista), la Cgia di Mestre e i costruttori dell'Ance. Tra i sindacati, la Cgil è contro la separazione, favorevole invece l'Ugl.
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 29 Novembre 2019, 05:04






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Le posizioni: ecco le scelte sul voto di domenica
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2019-11-30 19:00:48
Cacciari ha tradito Venezia.
2019-11-30 22:53:14
Piuttosto ha tradito i cittadini di venezia. Lui parla solo delle grandi opere e dei cittadini dice che stanno bene, ignorando il grave spopolamento della citta'. Per lui il fatto che le famiglie siano costrette ad andarsene da venezia non ha nessuna importanza. Solo che non si accorge che parlera' della "citta' di venezia" ancora per poco, perche' senza cittadini non sara' piu' una citta', ma un promiscuo tra un museo e gardaland.