Lavoro, stagionali introvabili: norme obsolete, serve la riforma del contratto

Domenica 29 Maggio 2022 di Teresa Infanti
Lavoro, stagionali introvabili: norme obsolete, serve la riforma del contratto
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CAORLE - Per intercettare i lavoratori stagionali servono nuove regole d'ingaggio. Si è parlato in particolare della mancanza di lavoratori stagionali sul litorale veneto, ma anche di valorizzazione della qualità delle prestazioni, all'evento IncontraLavoro nel turismo organizzato dall'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia in collaborazione con Veneto Lavoro e la Conferenza dei Sindaci del litorale, tenutosi all'azienda agricola Ca' Corniani di Caorle. A moderare l'incontro Patrizia Gobat, presidente dell'Ordine dei Consulenti del lavoro di Venezia.


Riforma del contratto collettivo per gli stagionali


Il lavoro in Italia ha detto - sconta regole e norme obsolete ed inadeguate al contesto attuale e alle mutate esigenze dei lavoratori, soprattutto giovani. Se una riforma della contrattazione collettiva è auspicabile, anche per integrare il tema del salario minimo, del trattamento dei periodi di disoccupazione o inoccupazione, questa è sicuramente necessaria per il settore stagionale che, per le sue peculiarità, è quello che più di tutti ha bisogno di regole differenti, più aderenti all'intensità e alla concentrazione dell'attività lavorativa in un arco di 4/5 mesi al massimo.  Tra il pubblico politici, associazioni di categoria e sindacali e i principali stakeholder del settore con l'intento di avviare un percorso comune che dia una prospettiva concreta al futuro del turismo delle spiagge venete. L'evento si è aperto con i saluti del vicesindaco della città di Caorle, Luca Antelmo, che ha posto l'accento sul tema della cultura del lavoro e della formazione, un bagaglio valoriale da trasmettere ai figli. Poi è stato il turno dell'europarlamentare Rosanna Conte che ha messo in evidenza l'italianità del problema ed infine Nadia Zanchin, sindaco di Eraclea in rappresentanza della Conferenza sindaci Veneto orientale, che ha evidenziato la necessità di lavorare con le scuole. A Venezia  ha detto Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro sono previsti 13 mila inserimenti lavorativi ma metà sono di difficile reperimento per ragioni demografiche o di competenze. Sul tema delle dimissioni, Veneto Lavoro attesta che sono cresciute ma entro cinque giorni le persone risultano nuovamente impiegate, mentre per quanto riguarda il reddito di cittadinanza in Veneto vale 10mila persone su 140mila disoccupati che è un numero irrilevante. 

Reddito di cittadinanza


Certamente il reddito di cittadinanza va cambiato, ma non è condizione patologica del lavoro nella nostra regione. Infine Barone ha sottolineato l'importanza per la categoria degli albergatori di esprimere chiaramente le proprie esigenze: Il tema del capitale umano non può essere più trattato in modo istintivo o fantasioso. Più attenzione anche agli Its, fondamentali nel contatto tra mondo della formazione e mercato del lavoro, e ai tirocini. Roberta Nesto, presidente della Conferenza dei sindaci del litorale e sindaco di Cavallino Treporti, ha sottolineato che i Comuni sono sensibili al tema tanto che è in programma la redazione di un documento formale con la collaborazione di tutti perché da soli non si va da nessuna parte: consulenti del lavoro, imprese, sindaci devono necessariamente fare rete. 

Ultimo aggiornamento: 30 Maggio, 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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