Lauree scaglionate in piazza San Marco: e il tocco si sventola senza slancio

Venerdì 25 Settembre 2020 di Marta Gasparon
Laurea a Venezia in tempi di Covid
VENEZIA Ingressi e uscite scaglionati e regolati attraverso corsie, obbligo di mascherina (chirurgica e distribuita a chi ne fosse sprovvisto) per tutta la durata della manifestazione e igienizzazione delle mani, anche prima di stringere l’atteso diploma. Distanza di sicurezza, misurazione della temperatura e accesso negato ai familiari ai quali sono stati riservati mezzi acquei gratuiti. E soprattutto vietato il tradizionale lancio del tocco – come ricordato anche sui led – stavolta sventolato semplicemente. Quella di ieri, per i laureati triennali cafoscarini della sessione straordinaria di marzo e di quella estiva di luglio (2.148 in tutto), rimandate a causa della pandemia, è stata certo una cerimonia di laurea anomala. Sempre la stessa la location d’eccezione – piazza San Marco – come pure l’emozione palpabile tra gli studenti, elegantissimi, anche se più “disciplinati” rispetto al solito, ligi nel rimanere al proprio posto. Ma ben diverse le modalità di partecipazione, riviste da Ca’ Foscari per restare in linea con le vigenti norme anti covid.

LO SCAGLIONAMENTO
A cominciare dall’articolazione dell’evento, stavolta suddiviso in tre edizioni per distribuire il numero delle presenze, 520 per ciascuna: la prima ieri, con ospite il prof. ordinario di Filosofia all’Università di Padova, Telmo Pievani, il cui intervento è stato preceduto dal saluto del rettore uscente, Michele Bugliesi, che il 30 settembre porterà a termine il mandato. Mentre le altre due oggi, alle 11 e alle 16.30, con ospiti il ministro Università e Ricerca, Gaetano Manfredi (in diretta streaming) e Tiziana Lippiello, neo rettrice dell’Ateneo veneziano. E protagonista, in occasione della cerimonia del pomeriggio, di un simbolico passaggio di testimone.

GLI INTERVENTI «Avete concluso un percorso di studi – ha detto Bugliesi – che vi ha trasformato. All’inizio vi vediamo arrivare un po’ spaesati e poi acquisire forza e capacità nel vivere quest’esperienza di crescita a tutto tondo. Sono felice che siamo riusciti ad organizzare questa cerimonia in un anno così complicato». «La libertà della ricerca non va data per scontata, è un patrimonio che va difeso e voi ne siete i custodi. Non accontentatevi, trovate un obiettivo irraggiungibile che non cessi mai di essere tale», le parole di Pievani che ha rivolto un pensiero ai due giovani studiosi Patrick Zaki, prigioniero in Egitto, e Giulio Regeni, ancora senza giustizia. L’area solitamente destinata ad ospitare i giovani laureati è stata delimitata e ridotto il numero dei posti a sedere. L’accesso è stato riservato soltanto a loro, senza accompagnatori. Parenti e amici stavolta si sono dovuti rassegnare – o avrebbero dovuto farlo – a seguire l’intera cerimonia online, mettendo un freno ai festeggiamenti. Le indicazioni di Ca’ Foscari erano infatti chiare: niente accompagnatori nemmeno in piazza, per scongiurare gli assembramenti. Tuttavia la tentazione di condividere un momento tanto significativo, per molti ha avuto la meglio. Perché di familiari e conoscenti, anche se meno del solito, ce n’erano. Tutti disposti attorno alle transenne con fiori, corone d’alloro e mascherina e controllati a vista da polizia locale e forze dell’ordine. Ma tutto è filato liscio, anche se l’atmosfera era particolare: niente brusio di sottofondo o applausi (se non in qualche caso) che accompagnassero la salita sul palco dei neo dottori. Immortalati in uno scatto fotografico che non ha risparmiato loro, neanche in quel caso, l’uso della mascherina. La cerimonia ha comunque rappresentato per tutti un forte segnale di ripartenza. 
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