Il gruppo spagnolo NH lascia il Laguna Palace, l'hotel più bello della terraferma veneziana

Domenica 5 Dicembre 2021 di Elisio Trevisan
Il Laguna Palace costruito da Daniele tra via Torino e viale Ancona a Mestre
3

MESTRE - Il gruppo spagnolo NH sta per abbandonare il Laguna Palace, uno dei più grandi alberghi della terraferma mestrina e architettonicamente uno dei più importanti. Il contratto d'affitto scade nel 2022 e se non accadrà niente di nuovo, quello che dalla fine degli anni Novanta è diventato un forte riferimento urbanistico non solo per quella che era la degradata via Torino ma per l'intera città, rischia di diventare una cattedrale nel deserto, e di trascinare con sè una grossa fetta di via Torino dato che a fianco del Laguna Palace c'è l'area di 8 ettari dell'ex mercato ortofrutticolo abbandonata e ancora senza un futuro. Per fortuna nel frattempo l'Università di Ca' Foscari ha sviluppato la sede di terraferma ma tra quella e la parte urbanizzata a nord ovest di via Torino oltre l'incrocio con viale Ancona, la zona ha ancora l'aspetto che aveva negli anni Ottanta, una periferia disordinata.

IL FARO

E il Laguna Palace, che i fratelli Danieli avevano pensato a metà anni Novanta come un omaggio alla loro città, è il complesso di edifici che può fare la differenza tra un quartiere vivo che guarda al futuro e, appunto, una periferia senz'anima. Qualcuno, quando vide il Laguna Palace, disse che, anzi, era troppo avveniristico per una città sviluppatasi tra quartieri operai e quartieri dei dirigenti della grande Porto Marghera industriale.


I primi anni di apertura dell'hotel, con 384 camere d'albergo di cui 31 suites e 21 junior-suites, videro la gestione diretta dei Danieli che, però, sono costruttori e quindi nel 2002 la affidarono al gruppo spagnolo NH che prese in affitto prima la società costituita per la conduzione dell'albergo e, due anni dopo, con una modifica, il fabbricato. Ora scadono i 18 anni di contratto e NH ha anticipato che intende lasciare l'attività all'incrocio tra via Torino e viale Ancona. Cosa accadrà? L'hotel è in mano al Monte dei Paschi di Siena e per un certo periodo Nh non pagò l'affitto, salvo poi riprendere a pagare in seguito all'intervento del Tribunale.

Da quando si è sparsa la voce che gli spagnoli se ne vanno si sono fatti avanti altri gruppi per prendere informazioni in vista di un possibile acquisto o affitto ma nulla, al momento, si è concretizzato; e potrebbe anche essere che lo stesso Nh punti a far scendere il valore immobiliare (perché, nel momento in cui l'hotel verrà abbandonato, le quotazioni andranno a picco) e poi intervenire per acquistarlo. Ci sono, dunque, varie ipotesi possibili ma allo stato attuale c'è soprattutto il rischio che si crei un altro buco nero nel cuore di Mestre, dopo quello dell'ex ospedale civile Umberto I di cui si sta aspettando la riqualificazione da parte del Gruppo Alì che ha acquistato i terreni all'asta e pensa soprattutto a un nuovo supermercato, e quello, appunto, dell'ex Mof, il Mercato ortofrutticolo di via Torino.

I BUCHI NERI

E questi sono solo i più evidenti perché ce ne sono molti altri sparsi in città, dai condomini abbandonati da anni al grezzo tra via Sansovino e viale San Marco a tutti i cantieri aperti da oltre un anno e bloccati per la nuova crisi immobiliare. E pensare che i Danieli avevano anche costruito a proprie spese il ponte di viale Ancona per collegare il cul de sac di via Torino con il centro città: il Comune a metà anni Novanta aveva detto di essere disposto a dare il permesso ai Danieli per costruire l'albergo ma solo dopo la realizzazione di un ponte per collegare l'area con il resto di Mestre. E siccome il Comune non si decideva a costruire quel benedetto ponte, ci pensarono i Danieli ma lo fecero dove volevano loro, dato che l'Amministrazione veneziana intendeva, invece, il ponte che porta in via della Libertà e che costruì anni dopo, realizzando un'opera del tutto inutile, tant'è vero che ora l'ha demolita per far posto alle nuove rotatorie sopraelevate per connettere via Torino al Vega.
 

Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre, 08:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA