L’Egitto alla Biennale d’Arte di Venezia con un padiglione intitolato al dio Khnum

L’Egitto alla Biennale d’Arte di Venezia con un padiglione intitolato al dio Khnum

di Elena Panarella e Rossella Fabiani

C’è anche l’Egitto tra i 90 Paesi che quest’anno partecipano alle Biennale d’arte di Venezia e che sono ospitati con le loro opere negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Gli artisti invitati sono 79 provenienti da tutto il mondo e con una prevalenza femminile. La 58° Esposizione Internazionale d’Arte, a cura di Ralph Rugoff, organizzata dalla Biennale di Venezia e presieduta da Paolo Baratta, quest’anno è intitolata “May You Live In Interesting Times”, (Possa tu vivere tempi interessanti) e potrà essere visitata dal pubblico fino al 24 novembre. Il titolo è un’espressione della lingua inglese a lungo attribuita ad un’antica maledizione cinese che evoca periodi di incertezza, crisi e disordini; “tempi interessanti” appunto, come quelli che stiamo vivendo.
 
 

Rimanda invece ad una antica divinità egizia, il titolo del Padiglione dell’Egitto: “Khnum across times witness”. Gli artisti che espongono sono Islam Abdullah, Ahmed Chiha, e Ahmed Abdel Karim. Con la cura del ministro della Cultura, Ines Abdel Dayem, all’inaugurazione ha partecipato anche la direttrice dell’Accademia d’Egitto a Roma, la professoressa Gihane Zaki da sempre convinta che sia necessario pensare out of the box, fuori dagli schemi e che l’arte, insieme all’istruzione, siano le chiavi fondamentali per il dialogo.

“Khnum across times witness” – che riprende anche il titolo dell’edizione di quest’anno “Possa tu vivere tempi interessanti” - parte dal presente per cercare l’essenza delle epoche passate. «Nella nostra ricerca – dicono gli artisti egiziani - ci siamo imbattuti in persone che hanno saputo esistere e coesistere pacificamente. La loro civiltà collegava la Terra al Cielo e insegnò la pazienza, la saggezza e la contemplazione. Insegnò i segreti di tutti i rami del sapere: dalla medicina all’ingegneria, dalla mummificazione all’astronomia. Gli abissi del passato ci hanno inviato un messaggero perché narrasse gli eventi di cui il mondo è stato testimone». E il nome di questo messaggero è appunto Khnum: il fidato guardiano dei segreti del tempio e il narratore della storia. Quando Khnum chiama, soltanto i saggi pensatori odono le sue invocazioni. Quando sentiamo la sua voce, sul suo viso scorgiamo il riflesso di ciò che è stato visto e vissuto lungo la strada densa di avvenimenti di cui è custode.

Debutto dell’Egitto, poi, alla Venice Design - la più grande esibizione internazionale sul design, che si svolge durante la Biennale di Venezia - con la giovane designer egiziana Farah Abdelhamid che ritorna in Italia dopo l’esordio alla design week di Milano, dove ha lanciato in esclusiva la sua nuova collezione di gioielli in argento fatti a mano.

A Venezia, Farah presenta il suo ultimo progetto: “In/Outrospection”. «In questo lavoro affronto gli stessi soggetti che guidano le mie collezioni - racconta la designer - intorno al corpo, ai materiali, agli oggetti e ai gioielli, tuttavia in modo più concettuale e astratto. Ho creato due installazioni immersive in silicone color pelle che richiedono la partecipazione del pubblico». Ospite dell’ambasciata egiziana a Roma nei giorni immediatamente precedenti la Venice Design, Farah è stata accolta dall’ambasciatore Hisham Badr: «Siamo fieri di avere questa giovane donna che rappresenta l’Egitto nell’arte, con questi bellissimi gioielli che rappresentano il nuovo e la gioventù. Un esempio molto bello di armonia. Come sapete gli egiziani sono stati i primi nel mondo a fabbricare gioielli, famosi sono quelli di Tutankhamon, Cleopatra, Nefertiti, Nefertari, Hatshepsut. Ora introduciamo una nuova collezione con questa giovane ragazza che con le sue mani modella gioielli d’argento di una bellezza unica. C’è molto di questa nuova generazione in Egitto che sta facendo la differenza in diversi ambiti e riflette il ruolo dei giovani e della donna nella società di oggi».
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Sabato 18 Maggio 2019, 12:52






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1 di 1 commenti presenti
2019-05-22 22:54:33
....noi invece...a mercurio....il dio dei ladri....!