Ingoia sabbia per giocare, bimba di un anno rischia di morire soffocata

Lunedì 13 Luglio 2020 di Giuseppe Babbo
JESOLO La torretta 13 della spiaggia di piazza Brescia dalla quale i bagnini sono accorsi per salvare la bimba

JESOLO Bambina di un anno rischia di soffocare mentre gioca in riva al mare, momenti di paura sulla spiaggia di piazza Brescia. E’ accaduto ieri pomeriggio, attorno alle 16, nel tratto di arenile antistante all’hotel Casa Bianca, in una delle zone centrali del lungo litorale jesolano, tra quelle interessate dagli interventi di gestione della spiaggia libera. L’allarme è stato lanciato dai genitori, una famiglia italiana in vacanza nella cittadina balneare veneziana che, in modo del tutto inatteso, hanno notato la piccola respirare con grande fatica. Alla coppia non ci è voluto molto per capire la gravità della situazione, in particolare alla mamma, per la quale l’innato spirito materno ha avuto il sopravvento nell’intuire lo stato delle cose: la bambina stava, infatti, giocando sull’arenile, quando ha iniziato a inghiottire delle manciate di sabbia, come in un divertente nuovo passatempo. Un “gioco”, appunto, apparentemente normale per una bambina di quell’età ma che ha finito per ostruirle le vie aree; una fase diventata sempre più drammatica, perché la bimba non riusciva più a respirare. E’ stato, infatti, per questo che la piccola ha iniziato ad accusare evidenti difficoltà respiratorie, con il rischio di soffocare. 
L’INTERVENTO
Richiamati dal trambusto e dalle concitazioni della coppia di genitori, ad intervenire, con estrema velocità, sono stati i due assistenti ai bagnanti della Jesolmare in servizio nella vicina torretta 13. Subito hanno capito la gravità della situazione e sono corsi in soccorso della piccola. Dimostrando una grande prontezza di riflessi e una buona dose di sangue freddo hanno avviato sulla piccola, con tutta la delicatezza del caso, gli interventi come da protocollo per casi come questi, a cominciare dalla “manovra di Heimlich”: si tratta di una tecnica grazie alla quale si riescono a liberare le vie respiratorie che rimangono bloccate. E così è stato. Dopo pochi istanti, infatti, la sabbia è uscita e la bambina è ritornata a respirare. Fondamentale anche l’intervento di un infermiere del Suem che si trovava in vacanza in città e che, in quel momento, stava passeggiando sulla battigia, a pochi metri dalla bambina. Subito ha capito che stava succedendo qualcosa di grave ed è intervenuto partecipando all’azione di soccorso. Sul posto è giunta anche un’ambulanza del pronto soccorso di via Levantina. Il personale sanitario ha continuato le attività di assistenza e, pur con i parametri in miglioramento, la bambina è stata poi trasferita in elicottero all’ospedale di Padova, dov’è stata ricoverata nel reparto di Pediatria per alcuni accertamenti: una scelta dettata dall’età della piccola, che ora sarà tenuta sotto controllo, e le funzioni vitali monitorate costantemente. Quella in cui è avvenuto l’intervento, è tra l’altro una delle zone dove, la scorsa estate, l’Ulss 4 (in particolare il personale dell’ospedale cittadino), ha svolto uno dei corsi per insegnare ai turisti presenti in spiaggia le tecniche di intervento sui bambini, a cominciare proprio dalla manovra di Heimlich. Purtroppo quest’anno, a causa delle restrizioni dovute alla emergenza sanitaria, i corsi sono stati sospesi.
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