L'influenza dei bimbi: in un giorno 100 accessi al Pronto soccorso

Sabato 3 Dicembre 2022 di Alvise Sperandio
L'influenza dei bimbi: in un giorno 100 accessi al Pronto soccorso

MESTRE - Prima del previsto cominciano a salire gli ammalati a letto per influenza. A essere colpiti sono soprattutto i bambini, sotto i 4-5 anni, per i quali l'incidenza è di 3 casi ogni 100, il triplo degli adulti. A mettere ko i più piccoli, poi, sono anche i virus della bronchiolite che diventa problematica sotto il primo anno d'età, senza dimenticare che il Covid c'è e anzi i contagi hanno ripreso a salire. Una combinazione che prepara per Natale la tempesta perfetta.


IN PRONTO SOCCORSO

Da qualche giorno è scattata l'emergenza per i bambini, visto che ogni giorno ne arrivano 50-60 solo al Pronto soccorso dell'Angelo perché hanno febbre alta, sintomi tipici della malattia di stagione, difficoltà respiratorie. Numeri che aumentano fino a 80-100 nei fine settimana, quando i pediatri di libera scelta non sono in servizio. Ma la situazione è la stessa in tutti gli ospedali.
Il picco si è avuto il 20 novembre scorso quando in tutta l'Ulss 3 Serenissima sono stati presi in cura ben 199 under 14 anni. «Cinque-sei casi sfociano in ricovero in codice giallo o rosso spiega Silvia Callegaro, medico pediatra dell'Angelo Stiamo vivendo una fase di co-infezione che genera una triplice ondata pandemica. Vediamo bambini con febbre molto alta, anche superiore ai 40 gradi, persistente per anche quattro-cinque giorni. I maggiori accessi in ospedale avvengono in orario serale o notturno. Particolare attenzione va posta sulle difficoltà respiratorie ed eventuali situazioni di disidratazione. C'è poi da considerare l'impatto delle bronchioliti: circa un bambino su dieci da supportare nella respirazione viene trasferito in terapia intensiva a Padova, sotto stretta osservazione».


RICOVERI E SCUOLE
L'arrivo in ospedale di così tanti bambini rende necessario l'appoggio presso le pediatrie di altri nosocomi o, nel caso dei più grandicelli, lo spostamento in altri reparti. E l'altra faccia della medaglia sono le classi decimate a scuola, anche con metà dei banchi che restano vuoti perché chi li occupa si è ammalato.«Tutti gli ambienti chiusi rischiano di favorire la circolazione dei virus, quest'anno poi non ci sono più le mascherine che negli anni scorsi, proteggendo dal Covid, avevano protetto anche contro l'influenza sottolinea Giovanni Carretta, direttore sanitario dell'Ulss 3 Serenissima Il virus si sta dimostrando particolarmente aggressivo tanto che il picco della malattia di stagione è già in fase ascendente. Se in passato si verificava tra gennaio e febbraio, quest'anno pare propenso ad anticipare già per le feste e non è escluso che quando l'incremento dei contagi è così esponenziale precocemente, poi si verifichi una seconda curva di picco nelle prossime settimane, come avvenne nell'inverno 2009/10. L'influenza non va sottovalutata perché può generare complicanze anche gravi in soggetti fragili o in malati cronici».


LA CRESCITA
Secondo le rilevazioni di Influnet, la rete di monitoraggio costante tramite i cosiddetti medici sentinella, nell'ultima settimana i contagi sono cresciuti: l'incidenza nei bambini è oggi di 30 casi ogni mille contro i 22 di sette giorni fa, mentre per gli adulti è di 9,5 contro i precedenti 6,9. L'infezione si innesta in un contesto ancora caratterizzato dalla presenza del Covid che pare sembra ripreso vigore con l'arrivo del freddo.


ONDATINA COVID
Vittorio Selle, direttore del Dipartimento di Prevenzione, parla di una nuova ondatina, con circa 400 nuovi positivi al giorno e un tasso di positività dei tamponi che supera il 12%, fermo restando che vanno aggiunti tutti quelli che il test non lo fanno o comunque non lo registrano, tanto che il numero reale dei positivi sarebbe il doppio dell'ufficiale. Ora ci sono 5.751 persone in sorveglianza, con un'età media di 55 anni. In aumento sono anche i ricoveri, 113 in questo momento, ma con solo una manciata di terapie intensive: «In ospedale il rimbalzo è successivo all'incremento che si registra sul territorio osserva Chiara Berti, direttrice della Funzione ospedaliera dell'azienda sanitaria . Resta alta l'incidenza dei cosiddetti Covid per caso, non sintomatici o poco sintomatici, che sono scoperti positivi grazie ai controlli di routine ma che ovviamente vanno comunque isolati».
 

Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 09:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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