Sara Michieli, morta a 25 anni. «Vai guerriera...»: il funerale a Mestre

Venerdì 17 Gennaio 2020 di Filomena Spolaor
Sara Michieli, la ragazza di 25 anni morta nell'incidente a Santa Maria di Sala e un momento del funerale
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Sara Michieli, ieri i funerali della barista 25enne morta nell'incidente di Santa Maria di Sala. In Piazza Ferretto a Mestre molti negozi e locali hanno abbassato le serrande e appeso il cartello: "Siamo al funerale di Sara".

MESTRE - «Resterai per sempre nel nostro cuore» è la dedica lasciata su un mazzo di palloncini bianchi e rossi, volati in cielo ieri per l'ultimo saluto a Sara Michieli, 25 anni di Mestre. La giovane è morta domenica sera in uno scontro frontale a Caltana di Santa Maria di Sala. Ad accogliere i tanti amici, familiari e conoscenti che hanno affollato la chiesa di San Giuseppe in viale San Marco la frase Ciao Guerriera, sarai sempre la nostra stella sorridente, disegnata su un cartellone bianco all'entrata della porta, accompagnata da frasi d'amore e ricordi, da diverse foto che ritraevano Sara con le amiche, il suo fidanzato, nei momenti più emozionanti della sua vita.

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FIORI E PALLONCINI
Molte persone hanno portato mazzi di fiori, posati poi sull'altare. Tra le prime file, oltre alla madre di Sara, le sue sorelle e fratelli, il fidanzato Nicola Scarpa, 34 anni, che ha assistito all'incidente, e i suoi familiari, anche il sindaco Luigi Brugnaro. Durante l'omelia, Don Natalino ha voluto paragonare la figura della giovane a quella della Sara biblica, prima moglie di Abramo. «Avevano la stessa forza, perseveranza, attese e sogni». Il parroco ha poi lasciato spazio alle lettere scritte dai migliori amici di Sara. La prima è quella di Gloria, che trattenendo le lacrime, ha letto: «Ogni santa sera da quando non ci sei più, alle 22.20 guardo l'orologio, ascolto i tuoi audio solamente per risentire la tua voce». Insieme a Gloria, anche Noemi e Andrea, che l'hanno salutata con un «Ciao Sara, come ti dicevamo sempre indossa il tuo sorriso migliore». Don Natalino ha poi letto la lettera della suocera, Sandra, la mamma di Nicola Scarpa, che ha ricordato Sara come «una ragazza che nonostante la timidezza iniziale, è diventata una di casa», descrivendola come leale, generosa e buona. 

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SOGNI SPEZZATI
Sara e Nicola avevano aperto il loro bar Chiringuito di via Fratelli Rondina, dietro piazza Ferretto, lo scorso luglio. Sara aveva perso il padre, operaio a Porto Marghera stroncato da un tumore. «Ma aveva reagito - ha raccontato Nicola - con il sorriso grande che le si rifletteva negli occhi azzurro cielo, profondi e rassicuranti». Nicola e Sara volevano costruire una famiglia. Lui, domenica sera, dallo specchietto retrovisore della sua auto ha assistito al tragico sorpasso e allo schianto mortale. L'aveva tirata fuori dalla macchina per praticarle, invano, il massaggio cardiaco. In chiesa, anche la consigliera comunale Silvana Tosi, amica della madre di Sara, che l'ha ricordata come «una giovane bellissima, sensibile e piena di vita». Quando la bara è stata portata fuori dalla chiesa, alcuni familiari si sono sentiti male. Tanti giovani si sono abbandonati al pianto. Poi qualcuno ha messo in sottofondo le canzoni preferite di lei. Quindi un urlo straziante: «Ciao Sara». 

QUELLA STRADA MALEDETTA

Ultimo aggiornamento: 13:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA