Non inceneritore, ma essiccatore: così funziona la "macchina" dei fanghi puliti

Sabato 1 Aprile 2023 di Elisio Trevisan
Il nuovo essiccatore che Eni vuole realizzare a Porto Marghera

MESTRE - Nei fanghi urbani del Veneto non ci sono composti Pfas, le sostanze perfluoroacriliche utilizzate per rendere resistenti ai grassi e all'acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa che hanno inquinato mezzo Veneto e che, invece, il "Coordinamento No Inceneritore Fusina" sostiene finiranno nel nuovo impianto che Eni vuole costruire a Porto Marghera su un'area bonificata del petrolchimico affacciata sul canale industriale Sud.

La multinazionale italiana non ne ha trovati, di Pfas, nelle analisi e negli studi che ha condotto assieme al Cnr. Lo rivela Paolo Grossi, amministratore delegato di Eni Rewind, la società che, con oltre vent'anni di esperienza nella gestione dei rifiuti da bonifica e industriali, ha sviluppato un progetto per l'essiccamento e la successiva valorizzazione energetica dei fanghi urbani, ossia sostanzialmente delle feci umane.


IL NOME
«Non chiamatelo inceneritore perché, se verrà approvato e lo costruiremo nel giro di tre anni, non produrrà ceneri, sarà piuttosto un termovalorizzatore anche se in realtà non tratterà vari tipi di sostanze ma sarà una monocombustione. Avrà una capacità di 190 mila tonnellate annue, divise in due linee da 95 mila l'una». Vale a dire la metà dei fanghi urbani prodotti in un anno dal Veneto, cioè 400 mila tonnellate: 190 mila tonnellate delle quali l'80% costituito da acqua e il restante 20% materiale organico: «Con questa componente organica la combustione si autosostiene, cioè il processo sarà energicamente autosufficiente, e anzi si produrrà un leggero surplus di energia elettrica che verrà immessa nel polo industriale di Porto Marghera - continua Grossi - Anche l'anidride carbonica sarà neutra, la Co2 infatti sarà la stessa prodotta dalla naturale biodegradazione della materia organica se i fanghi fossero portati in discarica o usati come concime in agricoltura». Una volta eliminata l'acqua, il residuo secco verrà reimpiegato per vari scopi, in edilizia o come fondo per le strade. L'Eni, dunque, definisce questi rifiuti non pericolosi e spiega che ha scelto di proporre questo progetto perché nel Veneto un impianto simile manca e i fanghi civili vengono smaltiti in discarica fuori regione, ma quando la Lombardia ridurrà la quantità che sarà in grado di ricevere, i costi aumenteranno e per il Veneto diventerà un problema. E lo diventerà anche perché gradualmente viene sempre più ridotta la possibilità di utilizzare questi fanghi come fertilizzanti in agricoltura a causa di quel che contengono e che può finire nella catena alimentare. Fino ad oggi non c'è una normativa precisa per trattare le feci eppure, con la crescita dell'umanità, sono in costante aumento e, con le medicine e i prodotti che scarichiamo nei water, e con quel che entra nelle fognature portato dalle acque di dilavamento delle piogge, sono sempre meno innocue.


LA SOLUZIONE
«In tutta Europa la soluzione prevalente adottata è quella dell'essiccazione con un vantaggio ambientale e uno economico perché riduce i costi del trattamento - spiega l'ad di Eni Rewind - Per questo abbiamo proposto di realizzare un impianto a Porto Marghera, simile agli altri 27 attivi in altri Stati». Nel novembre 2022 la Società ha depositato l'istanza di Paur (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), e lo scorso 28 febbraio ha presentato una manifestazione di interesse al bando emesso da Viveracqua (il consorzio dei 12 gestori del servizio idrico integrato del Veneto) per il trattamento dei fanghi urbani; il prossimo passo è previsto lunedì 3 aprile quando il progetto verrà presentato in un'assemblea pubblica, alle 16 a Malcontenta, nel centro civico "Canevon" in via Jacopo del Cassero 4.

All'incontro sarà possibile partecipare anche in modalità videoconferenza con collegamento al link: https://eni3000.webex.com/eni3000-it/j.php?MTID=mb0a88e8b47996c092da16f7580f17f73. (e.t.)

Ultimo aggiornamento: 18:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci