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Venezia. Rinasce l'albergo che ospitò Monet: 169 stanze, 40 suite, due bar e un nuovo giardino all'italiana

Mercoledì 2 Ottobre 2019 di Davide Scalzotto
Venezia. Rinasce l'hotel St. Regis, l'albergo che ospitò Monet: 169 stanze, 40 suite, due bar e un nuovo giardino all'italiana
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Dopo un grande restauro che ha riguardato ben 5 palazzi veneziani che si affacciano sul Canal Grande e che ospitavano l'Europa & Regina, il Gruppo Marriott apre l'hotel St. Regis: 169 stanze, 40 suite, due bar e un nuovo giardino all'italiana.

VENEZIA
L'hotel St. Regis di Venezia, il 45° del brand del lusso - uno dei primi al mondo, fiore all'occhiello del gruppo Marriott - sarà ufficialmente inaugurato domani sera con una cena di gala e una festa che coinvolgerà l'intero albergo. Parlare al singolare, in realtà, rende poco l'idea. Perché il St. Regis è composto da 5 palazzi storici sul Canal Grande, affacciati sulla Basilica della Salute. Il Palazzo Badoer Tiepolo, l'edificio più antico, risale al XVI secolo. L'area circostante, chiamata Casetta, assieme al Palazzo Regina, faceva parte di uno squero, tradizionale cantiere delle gondole, mentre Palazzo Barozzi ospitava il Teatro San Moisé, piccolo ma influente teatro. Fu proprio qui che il 3 novembre 1810 andò in scena per la prima volta La Cambiale di Matrimonio, prima opera di un giovane Rossini.
Nel XIX secolo i palazzi Tiepolo, Barozzi e Regina divennero un hotel che in seguito sarà conosciuto come Grand Hotel Britannia e in tempi più recenti come Hotel Europa & Regina. Sin dalla Belle Époque, il giardino e la sua  terrazza hanno incantato gli ospiti e nell'autunno del 1908, Claude Monet soggiornò in hotel e fu in questa occasione che dipinse alcuni dei suoi capolavori, ispirato dalle splendide viste su Venezia.
LA RINASCITA«Oggi - racconta il direttore Antonello De Medici, giunto al St. Regis dal Danieli, un altro dei 4 hotel veneziani del Gruppo Marriott - ci presentiamo sul mercato dopo un progetto ventennale che ha esaurito il suo ciclo e che aveva portato l'Europa & Regina, col marchio The Westin, a consolidarsi come uno dei punti di riferimento in città. Con il marchio St. Regis puntiamo a una clientela di lusso, in un mercato in forte estensione, soprattutto come quello orientale. Pur mantenendo una clientela americana, punto molto alla Cina». Punto forte della politica dell'hotel è la fidelizzazione del cliente. E qui si inserisce la figura del butler. «Per garantire questo servizio - continua De Medici - abbiamo inserito nuove figure professionali, perché in Italia non esiste una scuola specifica, ma abbiamo anche formato il nostro personale. Si può dire che siamo in formazione continua: negli ultimi mesi prima dell'apertura, le ore di formazione sono state 46mila». I dipendenti sono circa 160, le chiavi 169, con 40 suite. Le camere e gli arredi delle aree comuni sono stati tutti rifatti con un gusto moderno, che richiama l'arredamento anni 50 e lo stile di Carlo Scarpa, ma che è pieno di riferimenti veneziani, come le testiere dei letti la cui forma ricorda la curva delle gondole, i braccioli delle sedie che rievocano le forcole, i tavoli delle stanze che richiamano i riflessi dei cerchi nell'acqua dei canali, le texture su tende e pareti che rimandano alla pavimentazione di zone della città, come l'isola di San Giorgio. Nuovo anche il giardino dell'italiana che si affaccia sul Canal Grande, così come la library, la spa, i due ampi spazi dell'Arts Bar e del St Regis Bar, il ristorante Gio's (dall'isola di San Giorgio, altro suggestivo punto di affaccio) e le aree pubbliche dove sono esposte le sculture in vetro di Berengo-Glasstress. «Vogliamo mantenere il legame con la città e la sua arte - spiega ancora De Medici - raccontando, con quel pizzico di Brino, anche una Venezia contemporanea, complemento e completamento della Venezia classica che tutti conoscono».
Davide Scalzotto

Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre, 11:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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