Assalto e sparatoria all'ex Auchan. «Mio marito ha evitato una strage, ha fatto il suo dovere»

Lunedì 12 Settembre 2022 di Monica Andolfatto
Luca Girardini, guardia giurata della Civis di 59 anni di Marcon (Venezia), con la moglie Gianna Gialone
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MESTRE - «Veronica ha avuto paura?». Appena uscito dalla sala operatoria, quando ha visto la moglie, il primo pensiero è stato per la figlia. Erano passate poche ore da quando Luca Girardini, guardia giurata della Civis di 59 anni di Marcon (Venezia), sabato mattina poco dopo le 10.30 al centro commerciale Le Porte di Mestre era stato bersagliato dai colpi esplosi dalla pistola del bandito nel momento in cui aveva ritirato gli incassi di alcuni negozi: seppur ferito da due proiettili all'inguine Girardini era riuscito a disarmare il malvivente, bloccandolo dopo una colluttazione piuttosto violenta, consentendone quindi la cattura.

A parlare per il marito è Gianna Gialone: «Il giorno dopo siamo tutti più distesi, ma quando i colleghi di Luca sono venuti a prendermi a casa dicendomi che si era sentito male, ho capito tutto e finché non l'ho visto non mi sono data pace. Un eroe? Lui ha fatto la cosa giusta, ha fatto il suo dovere con l'unico pensiero di rendere inoffensivo quell'uomo che poteva sparare ai clienti che affollavano l'ex Auchan. Sono attimi in cui non hai tempo per pensare, lo so bene perché anche io per 10 anni fino al 2010 ho svolto lo stesso mestiere sempre alla Civis. Poi mi sono dedicata alla mia grande passione, quella per il canto, specie con le grandi orchestre del liscio. Ma ora, dopo gli anni difficili della pandemia, ho fatto domanda per rientrare, sto attendendo il rinnovo del porto d'armi perché mi era scaduto. Questo pomeriggio (n.d.r. ieri) quando sono andata a fargli visita abbiamo anche scherzato su quanto avvenuto, così per sdrammatizzare, ma la paura è stata tanta». L'intervento chirurgico per rimuovere la pallottola che, al contrario dell'altra non era fuoriuscita, è andato a buon fine e ieri Girardini era in osservazione in pronto soccorso all'ospedale di Mestre, non molto lontano dal teatro della sparatoria. A breve forse già oggi, potrebbe essere dimesso.


IL BANDITO
È rinchiuso in una cella di Santa Maria Maggiore a Venezia, Luigi Carta, il 65enne di origini sarde trasferitosi da tempo nella zona di Udine, arrestato dalla Squadra Mobile lagunare. In carcere è stato trasferito subito dopo essere stato medicato sempre all'ospedale di Mestre: rapinatore pluripregiudicato conosciuto dalle forze dell'ordine con il soprannome di lupo solitario, a sottolineare la sua propensione ad agire senza complici, non si aspettava certo la coraggiosa reazione del vigilante che lo ha rincorso per riprendersi le sacche con i contanti. È a quel punto che senza alcuna pietà il 65enne ha sparato mirando per uccidere, al di sotto del giubbetto di protezione. Ma non è bastato perché Girardini, nonostante sanguinasse dalla gamba, lo ha inseguito e placcato, strappandogli la pistola con cui lo ha poi tramortito colpendolo alla testa con il calcio della stessa arma, una semiautomatica calibro 9. La scena si è svolta sotto gli occhi del collega di Girardini, l'autista che lo attendeva sul portavalori e che aveva già dato l'allarme alla centrale operativa della Civis e delle forze dell'ordine. È lui che, non abbandonando il mezzo come da protocollo, ha aperto la portiera consentendo a Girardini di salire con i soldi e con la pistola, poi consegnata agli investigatori.

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LE CONGRATULAZIONI
Fra le tante attestazioni di solidarietà e di vicinanza anche quella del presidente del Veneto, Luca Zaia, che con un comunicato ha formulato auguri di pronta guarigione a Girardini scrivendo che la sua condotta «è la prova concreta che, chi indossa una divisa, si sente sempre pronto a difendere e proteggere la legalità e gli indifesi». Zaia ha sottolineato come un sabato di shopping per le famiglie poteva trasformarsi in una vera e propria tragedia: «Grazie all'intervento della guardia giurata veneziana, questo non è accaduto. Un grazie di cuore, quindi, da parte mia ma anche di tutti i cittadini che si trovavano, in quel momento di paura, presso il centro commerciale».

Ultimo aggiornamento: 13 Settembre, 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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