Green Pass, oggi il primo giorno di obbligo in Veneto e Fvg. Disagi nei trasporti, scioperi e caos tamponi

Venerdì 15 Ottobre 2021 di Angela Pederiva
Green Pass, oggi il primo giorno di obbligo in Veneto e Fvg
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Il fatidico 15 ottobre è arrivato: da oggi scatta l'obbligo di Green pass in tutti i luoghi di lavoro. La giornata si annuncia carica di tensione a Nordest, fra la protesta dei portuali a Trieste e le manifestazioni dei contrari a Sacile e Udine, ma anche i disagi nei trasporti a Treviso e a Belluno, la mobilitazione a Padova per i tamponi, gli inviti generalizzati allo sciopero dei consumi fra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Un banco di prova per la tenuta del sistema complessivo, visti i circa 400.000 occupati non vaccinati stimati nelle due regioni.

Green pass: primo giorno

Bus

Si prospettano ore difficili per i pendolari di bus e pullman. Mom ha reso noto che a Treviso, fra l'azienda-madre e le imprese sub-affidanti, mancheranno almeno 59 autisti su un totale di 440 turni-servizi, in aggiunta alla capacità ridotta all'80% e all'ingresso/uscita unico per le scuole. «Non potranno essere garantite 548 corse sulle 3.500 programmate, questo nonostante siano stati coinvolti nella riorganizzazione tutti i dipendenti in possesso delle autorizzazioni per la guida dei bus, in totale 472», avvisa la società. Anche a Belluno il servizio urbano ed extraurbano subirà delle riduzioni. Dolomitibus comunica infatti che, «per motivi indipendenti dalla volontà aziendale, si rende necessario adeguare il servizio erogato alla forza lavoro disponibile».


Tamponi in centri e farmacie

Nel frattempo le Ulss si sono attrezzate per ampliare le fasce orarie dei centri dove si effettuano i test, aperti anche nei giorni festivi. «In questo modo possiamo garantire tra gli 80 e i 90mila tamponi al giorno, comprendendo anche quelli somministrati dalle 1.000 farmacie che hanno aderito al protocollo», spiega l'assessore regionale Manuela Lanzarin. Spicca però il caso di Padova, dove oltretutto il sindaco Sergio Giordani ha scritto proprio ai farmacisti, chiedendo «un ulteriore sforzo per mettere a disposizione, qualora ne abbiate la possibilità, le vostre farmacie per poter realizzare i tamponi». Ebbene l'Ulss 6 Euganea fa sapere che fino a domenica le prenotazioni nelle strutture pubbliche sono appena 180. «Al momento non ho segnalazioni di criticità o sovraffollamento nei 75 punti tampone della Regione», conferma difatti la stessa Lanzarin. «Tutte le Regioni hanno espresso perplessità ribadisce comunque perché nessuno è in grado di garantire la mole di tamponi che sarà richiesta. Abbiamo calcolato a spanne che almeno 300mila lavoratori in Veneto potrebbero aver bisogno di un tampone ogni 48 ore a fini di Green pass, che si aggiungono alla normale attività di screening».


Contestazioni contro il Green pass

Evidentemente però una parte considerevole dei non vaccinati non intende sottoporsi al controllo, contestando alla radice la certificazione verde. Non a caso il Corvelva, coordinamento veneto per la libertà vaccinale, invita a «tenere duro fino alla fine», sottolinea che «non è consentito né il licenziamento né alcun tipo di sanzione disciplinare per chi si assenta dal lavoro per mancanza di Green Pass» e suggerisce anche «un'altra azione, congiunta, di protesta: l'astensione da qualsiasi tipo di acquisto, che sia alimentare, benzina, bar o altro». Sui social circola lo slogan: «Tutti fermi, completamente fermi». 
Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, lancia così un appello alla pacificazione: «Bisogna pensare che forse è meglio un vaccino che le aziende chiuse perché è certamente più libero chi tutela la propria salute vaccinandosi rispetto al dilagare della pandemia che costringe alle chiusure. Abbassiamo i toni, no a una lotta fra bande, dobbiamo accompagnare il Paese cercando di non continuare ad accendere fuochi».


La posizione delle imprese

Anche il mondo delle imprese richiama tutti alla misura. «Ci auguriamo che il senso di responsabilità civile prevalga su quello individuale», afferma Massimiliano Schiavon (Federalberghi). «Pur nel totale e pieno rispetto dell'opinione e delle scelte di tutti, non possiamo dimenticare che quello del Green pass è un obbligo di legge che dobbiamo far rispettare anche perché si rischiano multe salate», ricorda Paolo Ghiotti (Ance). In mezzo al caos, brilla un barlume di normalità: l'obbligo entra in vigore pure a Palazzo Ferro Fini, dove martedì si terrà la prima seduta totalmente in presenza del Consiglio regionale, come non era mai successo dall'inizio della legislatura.


(Ha collaborato Marta Gasparon)
 

Ultimo aggiornamento: 16:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA