Porto di Venezia vs Ministero: ricorso contro il vincolo sul Canale e sul Bacino

Venerdì 15 Marzo 2019
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VENEZIA Il Porto di Venezia contro il Ministero dei Beni culturali. La battaglia legale è contro il vincolo, posto dal ministero, sul canale della Giudecca e sul Bacino di San Marco, un vincolo di tutela "culturale" che riserva al ministero stesso la competenza sul passaggio delle navi. Un vincolo che secondo il Porto di Venezia può seriamente danneggiare l'attività portuale veneziana, importante non solo dal punto di vista dell'economia ma anche sotto il profilo della tutela culturale di una città che sul porto e sulle attività marinare ha costruito la propria storia.

«L'Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale è ovviamente favorevole alla tutela della città e dell'ambiente veneziano. Per questo l'Ente ha proceduto, come atto dovuto, a proporre un ricorso per ribadire la competenza sulle aree interessate dal provvedimento, così come previsto dalla legge, propria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che esercita attraverso la propria articolazione funzionale ovvero l'Autorità di Sistema».
Lo afferma in una nota l'Autorità portuale precisando che il ricorso avverso è rivolto al Mibac e sulla questione Grandi navi da crociera. Sulla sensibilità alla questione ambientale, rileva l'Autorità è la testimonianza «delle numerose iniziative e politiche volte a garantire piena integrazione della sostenibilità ambientale e della sostenibilità economica delle attività portuali».

Il ricorso é «una decisione volta a tutelare l'integrazione della sostenibilità ambientale ed economica delle attività portuali - aggiunge - ma, ancor più, a tutelare l'operatività del Canale della Giudecca a favore dei cittadini di Venezia». «L'imposizione di un vincolo, così come formulata dal Ministero per i beni e le attività culturali sul Canale della Giudecca e sul Bacino di San Marco - conclude l'Autorità - metterebbe infatti a serio rischio la possibilità non solo di transito delle navi da crociera, di qualsiasi stazza, ma anche il trasporto pubblico e il trasporto urbano di merci e persone che ricorrono, per operare, agli spazi dati in concessioni a istituzioni pubbliche e soggetti privati».
Ultimo aggiornamento: 16 Marzo, 08:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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