Grandi Navi, Toninelli: «Non c'è alcun progetto per Marghera»

Grandi Navi, Toninelli: «Non c'è alcun  progetto alternativo per Marghera»
Sulla questione di Venezia «sono stufo delle stupidaggini di Salvini, ha il mio numero può  chiamarmi. Se avesse fatto una telefonata al ministro dei Trasporti questo gli avrebbe permesso di non sparare stupidaggini» afferma il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli sottolineando che «i cittadini italiani meritano persone coerenti che danno risposte ai problemi». «Toninelli non ha bloccato niente e gli italiani lo devono sapere» ha aggiunto.

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Se Salvini «se si trovasse come il sottoscritto al ministero a studiare i dossier sarebbe meglio», ha aggiunto Toninelli lamentando come il leader della Lega forse «pensa che mi sto occupando del dossier grandi navi da ieri, mentre la prima riunione è stata a inizio giugno 2018 subito dopo» la partenza del governo. «Non esiste alcun progetto di Marghera, quindi quanto detto da Salvini è una sacrosanta stupidaggine» ha ribadito il ministro.

«Stiamo trovando una soluzione per levare definitivamente le grandi navi da Venezia, abbiamo fatto una sintesi su due progetti. In poche settimane apriremo un dibattito pubblico per scegliere definitivamente» ha poi concluso il ministro dei Trasporti.

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Il progetto c'è da due anni
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Lunedì 3 Giugno 2019, 21:01






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5 di 33 commenti presenti
2019-06-05 10:52:54
Mandate una copia del progetto datato 2017 a Toninelli, sembra l'abbia persa, era troppo impegnato CIRCA UN ANNO per trovare tecnici amici e fare analisi costi benefici.
2019-06-04 20:07:36
Il diversamente ministro
2019-06-04 18:26:44
Toninelli che in febbraio arriva con oltre 1 ora di ritardo ad una riunione specifica per le grandi navi e non sa che dire perché mancano i tecnici. Se è vero mi scompiscio dal ridere!
2019-06-04 18:21:10
L’incidente di due giorni fa ha tolto ogni dubbio sui rischi del passaggio delle grandi navi vicino al centro storico. Le soluzioni proposte si possono dividere in tre tipologie. Due cercano di far arrivare i passeggeri via mare direttamente a Venezia: una prevede l’entrata in Laguna, con un forte impatto ambientale come l’allargamento e scavo di canali, ed arrivo a Marghera o, nuovamente, alla stazione Marittima di Venezia per altra via (in quest’ultimo caso senza risolvere nulla). La seconda tipologia prevede la costruzione di un grande impianto, o presso le bocche di porto o in mare aperto, e da lì trasportare i croceristi in centro storico per mezzo di imbarcazioni più piccole. Entrambe queste proposte sono però destinate a divenire obsolete, quando, nel giro di 20/30 anni, a causa dell’innalzamento del livello dei mari, le paratie del MOSE dovranno restare chiuse con frequenza sempre maggiore. La terza tipologia, avanzata timidamente dal ministro Franceschini qualche anno fa, prevedeva lo spostamento dell’home port presso strutture portuali più idonee per conformazione geografica, come Monfalcone o Trieste e da lì trasportare i croceristi a Venezia mediante treni veloci o autobus navetta. Mi pare che questa potrebbe essere l’ipotesi più ragionevole: non sarebbero necessari grandi e devastanti interventi (il porto di Trieste viene utilizzato già ora per dirottare, in caso di nebbia, le navi dirette a Venezia) inoltre alleggerirebbe la pressione turistica sul centro storico di Venezia e, contemporaneamente, valorizzerebbe il territorio friulano e giuliano (escursioni ai castelli, aziende vinicole eccetera) diversificando l’offerta. La regione Veneto potrebbe fare un accordo con la regione Friuli Venezia Giulia per cedere l’home port ed ottenere in cambio di far mantenere il posto di lavoro a tutti quei lavoratori che attualmente a Venezia orbitano alle crociere (chiaramente dovranno trasferirsi o pendolare, ma mi sembra il disagio minore).
2019-06-04 15:42:39
Stop alle grandi navi e basta, senza progetti alternativi,Brugnaro rassegnati.